Il fattore B


Nel generale impazzimento della politica italiana direi che spiccano abbastanza i commentatori che protestano, si indignano, si stracciano le vesti per il fatto che a fronte delle ripetute offerte del PDL al PD Bersani non abbia alcuna intenzione di fare un governo con l’appoggio di Berlusconi. E denunciano infastiditi questa conventio ad excludendum per i non so quanti milioni di elettori del centrodestra.Ora a parte che il problema non sono gli elettori del centrodestra ma i loro rappresentanti, a parte che il solo scorrere la cronaca politica degli ultimi 6 mesi basterebbe a dimostrare l’impossibilita’ di costruire un qualsiasi governo con chi e’ interessato solo al proprio destino personale – e per questo motivo ha fatto cadere il governo Monti!- ma la cosa più divertente e’ che gran parte di questi commentatori  negli anni 70/80/90 giustificavano l’esclusione dal governo del PCI causa il famoso fattore K – e ricordiamoci che chi provo’  a coinvolgere il PCI pago’ con la vita e ieri ricorreva l’anniversario del suo rapimento – e adesso che i Kommunisti – rectius i loro pallidi eredi – sono al “potere” si stupiscono che loro dicano che no, un governo con Berlusconi proprio non si può fare.

I garantiti vs i disperati


protetti vs disperati

Vedevo oggi le statistiche del voto per categoria professionale e penso che possano essere riassunte cosi’:

I garantiti: impiegati, tecnici quadri, assunti a tempo indeterminato con stipendi dignitosi assieme ai pensionati che hanno un reddito sicuro per quanto minimo votano per il PD in quanto e’ il partito che gli garantiva maggiore sicurezza.

I settori meno garantiti, direi i disperati di questi anni, quelli che ormai non hanno nulla da perdere nella loro esistenza precaria, liberi professionisti, piccoli imprenditori, studenti, disoccupati, con la significativa eccezione degli operai, hanno invece votato per il M5S nella speranza che qualcosa cambi.

L’unico settore che invece ancora vota in massa per il PDL sono le casalinghe, decisamente non una base elettorale da cui minacciare rivoluzioni, in qualsiasi senso, in questo paese.

Da questo punto di vista entrambe le campagne elettorali di Bersani e Grillo hanno fatto centro nei rispettivi target, il problema e’ che il paese e’ più insicuro di quanto credesse Bersani