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Media Sondaggi al 14 Dicembre


media-sondaggi-14-dic Dopo il periodo di oscuramento sondaggi dovuto al referendum costituzionale la scorsa settimana sono finalmente riapparse apparse le nuove rilevazioni demoscopiche.

Il Partito Democratico, nonostante la batosta referendaria, si mantiene sopra la soglia del 31% sebbene in calo dello 0.4% rispetto a un mese fa. Il Movimento 5 Stelle invece fa segnare un aumento dello 0.5% e supera nuovamente quota 29% assestandosi ad appena il 2% di distanza dal PD.

Immediatamente dietro c’e’ da registrare l’arretramento della Lega che per la prima volta da molti mesi viene superata da Forza Italia al 12.1% contro il suo 11.8%

Tra i partiti minori Fratelli d’Italia in salita guadagna il 4.5%, il Nuovo Centro Destra raggiunge un buon 3.3% mentre va male Sinistra Italiana appena sopra a soglia del 3%.

L’astensione appare in leggero calo al 48.6%

 

 

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Referendum Costituzionale – Riepilogo Finale Sondaggi


Nella giornata di oggi e’ scattato il divieto di pubblicazione dei sondaggi e sebbene non tutti i sondaggi pubblicati siano apparsi sul sito http://www.sondaggielettorali.it e’ stato possibile recuperare i mancanti dai siti web dei maggiori quotidiani italiani.

In questa ultima settimana ne sono stati pubblicati quasi una ventina. Tutti danno vincente il NO, dal 54.7% del DEMOS pubblicato da Repubblica domenica scorsa al 50.6%  assegnatogli dal sondaggio del Termometro Politico oggi, che costituisce il peggior risultato del NO da diverse settimane.

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Il trend del NO comunque continua ad essere in ascesa in ogni media, sia quella giornaliera, che nelle 3 medie mobili a una settimana, a due settimane e a un mese, con una discreta convergenza di tutti i sondaggi in un range molto ristretto di valori.

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La media settimanale finale e’ quindi SI 46.7% contro il NO al 53.3%, con le forchette di errore che si lambiscono appena

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Continua il trend discendente degli indecisi, in blu nella figura, che rompe la soglia del 20% attestandosi nell’ultima settimana al 19.8%. Un numero notevole ma  per sovvertire gli attuali risultati occorrerebbe che un abbondante 60% di questi indecisi vada a votare per il SI

La media dell’astensione invece si assesta intorno al 44%, un dato più vicino alle consultazioni elettorali piuttosto che a quelle referendarie

E’ dunque tutto deciso e pronto per una vittoria del NO? Sicuramente il trend ascendente  del NO e’ solido, anche se non possente, e non e’ stato scalfito dalla propaganda tambureggiante di Renzi in queste settimane.D’altro canto, a parte le due ultime settimane di campagna elettorale, permangono elementi che devono indurre a maggiore cautela.

In primo luogo il discreto numero di indecisi, che se votassero SI in maniera molto massiccia potrebbero ribaltare i pronostici. Tuttavia non tutti gli istituti che hanno sondato gli indecisi concordano con questa prevalenza di possibili sostenitori del SI, o almeno non nella misura che sarebbe necessaria a Matteo Renzi

In secondo luogo c’e’ la distribuzione demoscopica del voto. Il NO, e su questo concordano tutti gli istituti che hanno spezzato il voto per segmenti demoscopici, va molto forte sia tra i giovani che al Sud, mentre il SI vince alla grande tra la popolazione anziana. Tuttavia la propensione al voto tra i giovani e i meridionali e’ molto più bassa che tra gli anziani che vanno in misura decisamente maggiore alle urne.

Diventa quindi decisivo il terzo fattore: cioè l’affluenza. Tutti gli istituti prevedono un’affluenza a un livello pari se non superiore a quello che si otterrebbe se si andasse al voto per le elezioni politiche. Un dato sicuramente sorprendente e che, se non confermato  il 4 dicembre potrebbe cambiare le carte in tavola.