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Cerchiamo di capirci


Cerchiamo di capirci: in Italia il centrosinistra non ha mai superato il 45%, questo perché l’Italia e’ un paese fondamentalmente di destra.

Ergo il centrosinistra per vincere ha 2 sole possibilità:

1) spaccare il fronte conservatore:
2) andare a pescare i voti dall’altra parte con proposte e modi digeribili per un elettorato di cdx evidentemente stufo dei loro referenti politici

l’opzione 1) riusci’ a D’Alema nel 1996 separando Lega da Berlusconi, stavolta invece la manovra non e’ riuscita per manifesta incapacità del gruppo dirigente di Scelta Civica, campagna elettorale sbagliata di Bersani e fenomeno Grillo

Ergo rimane l’opzione 2) che e’ quella che vuole Renzi che ha anche i mezzi per farlo e infatti non gli interessano operazioni di ingegneria politica

Un partito serio non brucia, ne’ tira al bersaglio sulla sua migliore chance di vittoria AL MOMENTO, ne’ tantomeno pensa di dividersi per condurre strane alchimie elettorali.

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Vorrei ma non posso


Se un elettore o militante del PD si facesse un giro su internet e si domandasse il perché dello scherno, dell’astio e direi anche dell’odio che viene indirizzato sul PD e sui suoi sostenitori in maniera assolutamente acritica, la risposta credo sarebbe molto semplice.

C’erano grandi aspettative su di noi e le abbiamo deluse tutte, nessuna esclusa, in tutti i modi possibili.

L’ultimo treno l’abbiamo perso con Renzi probabilmente e probabilmente più ancora per la chiusura a riccio sulle primarie, sulle mezze aperture, sulle fulminee retromarce che per la sconfitta di Renzi stesso, da cui pure mi separano diverse cose.

Eppure sarebbe bastato conservare il capitale elettorale di cui i nostri elettori ci avevano investito nel 2008 e al Senato Bersani conterebbe su una falange di oltre 170 senatori. E invece non solo non abbiamo conservato quel capitale di fiducia, anzi quell’investimento enorme di fiducia, ma l’abbiamo dilapidato tra lotte interne ai più incomprensibili e quando non si litigava prendendo in continuazione posizioni all’insegna del vorrei ma non posso perché c’è sempre un bersaniano, margheritino, renziano  o rettiliano che vieta di prendere una posizione netta su una qualsiasi cosa, e quando questi mancano c’è sempre l’Europa che ce lo chiede, sopratutto il suicidio assistito.

E insomma gli elettori 5 anni fa ci avevano dato 37 talenti e noi manco li abbiamo messi sottoterra, li abbiamo spesi in figurine panini e manco abbiamo completato l’album.

Il tutto ovviamente con lo sguardo all’indietro e non puntato dritto davanti a se’.

Ora non so cosa succederà al PD, come al solito in mezzo all’ennesimo guado. Se per un qualche miracolo e/o congiunzione astrale riuscissimo a concretizzare gli 8 punti del programma di Bersani in un governo qualsiasi il merito, giustamente o magari no,  andrà a Grillo e amen, magari si sopravvive allo tsunami. Se si fa il governissimo non voglio nemmeno pensarci. Se si vivacchia con qualche strana geometria parlamentare al prossimo giro le elezioni saranno un terno al lotto, magari con Renzi si vince, qualunque cosa significhi visto che non riusciamo ad imporre la nostra agenda nella comunicazione politica, magari si (ri)perde.

E quindi niente: avremmo voluto cambiare questo paese, ma non abbiamo potuto cambiare neanche noi stessi