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Media sondaggi al 25 Settembre
Per la prima volta dopo diversi mesi il PD rompe al ribasso la soglia psicologica del 40% attestandosi al 39.1%, frutto probabilmente delle polemiche intorno al Jobs Act e all’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ma il gap nei confronti del Movimento 5 Stelle, il secondo partito italiano, rimane sempre consistente visto che sono 19 i punti che separano le due formazioni. Stabile Forza Italia, in leggera crescita Lega e soprattutto SEL e Rifondazione Comunista che evidentemente approfittano del momento di leggera difficoltà del PD e rimpinguano il loro magri bacini elettorali pescando probabilmente anche nella confusa miriadi di partitini e movimenti che si nasconde sotto la voce Altri, in secca discesa da quasi il 6% a un sempre relativamente ragguardevole 4%.
Qualora si andasse alle elezioni con l’Italicum il PD vincerebbe tranquillamente e si guadagnerebbe la maggioranza assoluta in un parlamento in cui oltre alla compagine del Presidente del Consiglio Renzi entrerebbero solo Forza Italia, Lega e Movimento 5 stelle oltre a una minima rappresentanza delle minoranze linguistiche.
Sondaggi scozzesi
Oggi si vota in Scozia per l’indipendenza e qui ho trovato una interessante analisi fatta da Claire Durand, professoressa di Sociologia all’Universita’ di Montreal e membro della WAPOR (Associazione mondiale dei ricercatori sulla Pubblica Opinione) e della associazione internazione delle metodologie sogiologiche.
In breve, al netto di coloro che non dichiarano il proprio voto (non-discloser), il Si e il No sono molto vicini con il No in vantaggio

Se assumiamo una distribuzione proporzionale dei voti non espressi si vede che il No e’ in vantaggio tra il 50% e il 55% e la situazione e’ sabile da 2 settimane

Infine nelle passate settimane e’ risultato che la maggiore spinta al SI provenisse dalla fascia 16-34, ma negli ultimi giorni questa spinta si e’ fortemente attenuata.

