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Piccolo promemoria sul voto a Napoli


Uno dei punti chiave nei ballottaggi e’ l’affluenza, o  meglio la distribuzione dell’affluenza rispetto alle diverse zone della città e, a sottolineare la particolarità di questa tornata elettorale, a Napoli ne abbiamo una molto interessante.

Infatti, a fronte di un’affluenza cittadina di circa il 60%, abbiamo una municipalità in cui si e’ votato il 10% in più , oltre il 66%. Caso strano e’ anche la municipalità più popolosa – la Vomero Arenella – e che pesa da sola il 12% sul voto, e se si considerano solo i votanti effettivi pesa il 13%.

Per questi motivi, se si considerano le tre municipalità  in cui i candidati han raccolto i maggiori consensi in assoluto, vediamo che tra San Martino, Piazza Medaglie d’Oro e Rione Alto, tutti i maggiori contendenti hanno un loro picco.

Viceversa, andando ad osservare il voto percentuale, e’ DeMagistris che la fa da padrone, mentre Lettieri vi raccoglie il risultato peggiore in assoluto.

Non solo: in termini percentuali DeMagistris primeggia anche in un altra delle prime 3 municipalita’ per affluenza – e peso elettorale – , cioe’ Bagnoli. E anche qui Lettieri ha uno dei suoi 3 minimi. In entrambe le municipalità poi, sommando i voti di Morcone a quelli di De Magistris, l’ex-pm volerebbe agevolmente ben oltre quota 50%.

Specularmente Lettieri ha i suoi massimi in due delle municipalita’ con minore affluenza, Miano – S.Pietro a Patierno – Secondigliano e S.Lorenzo – Vicaria – Poggioreale.  La prima poi e’ la municipalità che pesa meno in assoluto.

Infine Morcone raggiune il suo massimo nell’ultimo feudo piddino, Barra – Ponticelli – S.Giovanni a Teduccio, dove i suoi avversari hanno peraltro uno dei loro minimi. L’affluenza della municipalità e’ in linea con quella cittadina, ma e’ una di quelle piu’ pesanti e anche qui unendo i voti del Prefetto a quello dell’ex-PM si andrebbe oltre quota 50%.

Insomma, l’affluenza in queste 3 zone Arenella – Vomero, Bagnoli – Fuorigrotta, Barra – Ponticelli – S.Giovanni a Teduccio ci potrà dare un’indicazione sull’esito finale della sfida.

Nelle tabelle qui sotto riportate sono evidenziati in verde i migliori tre risultati per ogni candidato, le tre zone con maggiore affluenza e le tre municipalità di maggior peso elettorale. In rosso sono evidenziati i rispettivi tre valori peggiori.

Vincere a Milano? Un possibile percorso per il Centrosinistra


Ho fatto qui un’analisi dei trend elettorali a Milano nei passati 10 anni e li ho fatti utilizzando i voti assoluti, non le percentuali, per rendere piu’ chiare le cose.

La situazione del CentroSinistra a Milano e’ pessima, ma questo lo si sapeva gia’. Tuttavia anche il CDX non sta attraversando un buon momento. In particolare il PDL e’ ai suoi minimi storici.

Quale potrebbe essere una possibile strategia per il centrosinistra per riconquistare Milano?

Innanzitutto i dati mi paiono abbastanza chiari: non ci sono movimenti di voti tra i due blocchi. Si vince e si perde in questi ultimi anni pescando dall’area dell’astensione.

E quando si discute di astensione il primo passo per il centrosinistra sarebbe quello di recuperare i 50mila voti persi in quattro anni da SEL, RC, PDCI e socialisti.

Senza quelli non si va da nessuna parte.

Per quanto riguarda l’alleanza con l’UDC, i dati sono chiari. Da 10 anni a questa parte il partito di Casini raccoglie a Milano, nelle elezioni amministrative, 15mila voti, piu’ o meno. E questo indipendetemente dall’affluenza. Gli elettori udiccini quelli sono.

E sono insufficienti a colmare il gap con il centrodestra, anche perche’ non e’ detto che si possano spostare come pacchi a votare il candidato di csx, anzi.

Infine il candidato: negli ultimi anni un buon candidato a Milano ha ridotto le distanze tra cdx e csx, un paio di volte e’ persino giunto a colmarle, ma ci vuole appunto un candidato forte, non un Antoniazzi o un Ferrante.

Riassumendo: lasciando perdere una inutile alleanza con l’UDC, si costruisca un percorso serio di primarie, presentando candidati credibili e riavvicinando il piu’ possibile i nostri elettori.

Poi qualora l’UDC presentasse anch’essa un candidato forte, e capace autonomamente di sottrarre voti a un centro destra in difficolta’, magari si riuscirebbe pure ad arrivare a un secondo turno alle comunali.

Allora, e solo allora, un accordo con l’UDC avrebbe senso.