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Referendum Costituzionale – Media Sondaggi – 28 Ottobre


20161027-riepilogo Questa settimana sono apparsi sul sito http://www.sondaggielettorali.it altri 6/7 sondaggi tra cui pero’ mancava stranamente l’IPSOS pubblicato qualche giorno fa dal Corriere della Sera, che ho comunque aggiunto data la completezza dell’analisi e l’autorevolezza dell’istituto demoscopico. I risultati di questi sondaggi sono quantomeno altalenanti, il che e’ probabilmente dovuto sia all’ampio margine di errore con cui sono pubblicati che e’ di norma maggiore del 3% sia all’elevato numero di indecisi che rimane superiore al 20% anche se e’ calato dal 30% di un mese fa.
20161027-indecisi-e-astenuti Stabile anche se in leggera discesa e’ il numero degli astenuti, intorno al 40%.

Tuttavia se consideriamo le medie mobili la situazione appare piu’ chiara, il NO al momento ha un buon vantaggio su SI, un trend crescente e un gap che si allarga in maniera coerente nelle medie mobili mensili e bi-settimanali, mentre sulla media mobile settimanale e’ meno regolare, settimana su settimana.
20161027-medie
Ferme restando le premesse su errori dei sondaggi e sul gran numero di incerti pare chiaro che al momento la pressante campagna elettorale a favore del SI portata avanti da Renzi non sta dando i risultati sperati, cosa particolarmente preoccupante per lui vista anche l’asenza di una qualsiasi campagna del fronte del NO che sconta sia la mancanza di soldi sia il fatto di essere frammentato in almeno 4 comitati.

Guerra e Costituzione


Ogni qual volta che l’Italia si ritrova invischiata in una qualche operazione militare, camuffata in un qualsivoglia modo, il mondo pacifista, quel che ne resta, grida al tradimento della Costituzione invocando l’art. 11 della carta, solitamente pero’  monco della sua seconda parte

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Insomma se nella prima parte si afferma un eccezionale valore civile, nella seconda si lascia aperta una porta, anzi un portone, delegando a entità sovranazionali, l’ONU ma anche la NATO, addirittura parte della propria sovranità nazionale. In breve se l’ONU chiede delle truppe per operazioni di peace keeping o peace enforcing, e noi le forniamo, e stabiliamo di comune accordo delle regole di ingaggio, queste truppe passano sotto comando ONU e se gli si ordina di sparare, spareranno.

Insomma e’ l’art.11 medesimo che fornisce copertura giuridica ai vari interventi militari di questi anni. E’ abbastanza chiaro che negli ultimi anni se ne e’ tradito lo spirito, cosi’ come si e’ tradito lo spirito di norme sacrosante quali l’immunità parlamentare o la remunerazione dei deputati, tuttavia la situazione e’ questa e, da pacifisti bisogna prenderne atto, come avrebbe fatto Gandhi.

Sarebbe piuttosto ora di cercare nuove vie per reclamare la pace, senza invocare a ogni pie’ sospinto l’art. 11. Del resto ne’ Gandhi, ne’ Martin Luther King avevano la nostra Costituzione alle spalle, eppure qualcosina l’hanno ottenuta anche loro.