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Guerra e Costituzione


Ogni qual volta che l’Italia si ritrova invischiata in una qualche operazione militare, camuffata in un qualsivoglia modo, il mondo pacifista, quel che ne resta, grida al tradimento della Costituzione invocando l’art. 11 della carta, solitamente pero’  monco della sua seconda parte

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Insomma se nella prima parte si afferma un eccezionale valore civile, nella seconda si lascia aperta una porta, anzi un portone, delegando a entità sovranazionali, l’ONU ma anche la NATO, addirittura parte della propria sovranità nazionale. In breve se l’ONU chiede delle truppe per operazioni di peace keeping o peace enforcing, e noi le forniamo, e stabiliamo di comune accordo delle regole di ingaggio, queste truppe passano sotto comando ONU e se gli si ordina di sparare, spareranno.

Insomma e’ l’art.11 medesimo che fornisce copertura giuridica ai vari interventi militari di questi anni. E’ abbastanza chiaro che negli ultimi anni se ne e’ tradito lo spirito, cosi’ come si e’ tradito lo spirito di norme sacrosante quali l’immunità parlamentare o la remunerazione dei deputati, tuttavia la situazione e’ questa e, da pacifisti bisogna prenderne atto, come avrebbe fatto Gandhi.

Sarebbe piuttosto ora di cercare nuove vie per reclamare la pace, senza invocare a ogni pie’ sospinto l’art. 11. Del resto ne’ Gandhi, ne’ Martin Luther King avevano la nostra Costituzione alle spalle, eppure qualcosina l’hanno ottenuta anche loro.

Segnali di sfinimento


A me di questa intervista della BBC a Frattini la cosa che piu’ mi ha impressionato, aldilà del tono dell’intervistatore e dei balbettii sull’esilio di Gheddafi, e’ stata la risposta del nostro ministro degli esteri all’intervistatore che gli chiedeva se la fama internazionale di buffone che ha il B. non gli avesse causato qualche problema al Frattini nel suo ruolo di capo della Farnesina. E l’ex maestro di sci di B. risponde che gli italiani hanno scelto lui e sanno benissimo chi scegliere e amen.

Cioè  manco ci ha provato a contestare la fama di gaffeur internazionale del B.