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Cogli l’attimo (e ignora il ganassa)


Berlusconi fa il ganassa con il Professore . Come un ragazzo discolo di seconda media Berlusconi si siede in fondo all’aula e comincia a far casino per disturbare la lezione, ben supportato dalla sua corte di lacche’.

La cosa era in fondo prevedibile. Il tizio infatti come un bambino passa dalla depressione all’euforia senza soluzione di continuità.

Il problema di Monti (e nostro che vorremmo assistere alla lezione in pace, fare domande e partecipare) e’ che il tizio in questione dovrebbe essere espulso ma nessuno ha la forza per farlo. E in effetti la maggiore controindicazione a un qualsivoglia governo tecnico e’ che le elezioni lo avrebbero marginalizzato ancor di più e il nuovo governo avrebbe avuto maggiore  libertà.

E invece adesso rimane sotto la spada di Damocle di uno capacissimo di svegliarsi la mattina e mandare tutto all’aria.

E quindi Monti ha poco, pochissimo tempo per varare qualche riforma seria,  probabilmente poche settimane. Passato questo lasso di tempo gli spiriti animali del berlusconismo riprenderanno forza e proveranno a trascinare il paese in un’altra spirale autodistruttiva.

Certo la strada immaginata dal B. non e’ in discesa come crede. Se Monti riesce a riformare con il consenso del paese e’ spacciato sia che faccia buon viso a cattivo gioco, sia che cerchi una rottura perché  rischierebbe di spaccare in maniera seria il partito.

Per cui si ritorna al post di ieri: PD e UDC devono sostenere convintamente un gabinetto Monti riformista, pena il ritorno definitivo del Caimano.

D’altro canto Monti deve comprendere che le riforme devono essere gradite principalmente a PD (e CGIL) e in subordine agli altri perche’ solo con questa condizione riuscira’ a muoversi speditamente, altrimenti si arenera’ tra gli opposti veti.

Questo perche’ il sostegno del PDL e’ puramente strumentale al leccarsi le sue ferite, mentre quello del PD, almeno nella sua classe dirigente e’, al momento, serio e convinto.

Il PD e il governo: riformare o perire


Il governo Monti rischia di essere l’ultima chiamata per il PD, anche perche’ rischia di essere l’ultima chiamata per il paese.

A fronte di un B. furioso e barricadero, pronto a staccare la spina al governo Monti dopo l’ultima asta di bot in aprile, e a intestare a chiunque , tranne che a se stesso, la paternita’ delle dolorose riforme prossimo venture, con una Lega ben felice di tornare nella foresta dell’opposizione dura e pura, il PD ha due sole scelte.

O intestarsi la politica riformatrice e guidarla, magari smussando le asperita’ piu’ dolorose, o esserne travolto.

Il paese, il partito, sono su un crinale difficile, ogni scarto imbizzarrito ci può far sprofondare nell’abisso.

Questo spero che sia lucidamente chiaro ai resti della classe dirigente del PD, che nessun tatticismo puo’ essere ammesso, nessuna doppiezza, nessun retro-pensiero.  Dovrà avere il coraggio di sostenere a viso aperto le riforme che fara’ il governo senza nascondersi dietro la dicotomia governo/parlamento.

Pena la dissoluzione del partito  e del paese stesso.