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Non essere abbastanza
Le elezioni molisane dicono che il problema del PD e’ quello di non essere abbastanza. Non e’ abbastanza di centro per conquistare voti nel campo avverso, non e’ abbastanza di sinistra per tenersi i suoi di voti, che ormai fuggono tra SEL e M5S.
Il problema e’ che il PD e’ nato a vocazione maggioritaria, con l’ambizione di inglobare le tradizioni del riformismo di impronta liberal socialista e del cattolicesimo democratico fornendone una sintesi.
Ora da un lato la sintesi rimane incompiuta su tutti i temi dei diritti civili, mentre sul campo economico, del lavoro ci si e’ riusciti perché li’ oggettivamente le posizioni erano in partenza già molto vicine , dall’altro il PD ha rinunciato alla sua vocazione maggioritaria prefigurando il Nuovo Ulivo.
Il problema e’ che il momento delle scelte si avvicina, il PD deve scegliere quello che vuole essere da grande ed essere l’architrave dell’alternativa non e’ una scelta, perché poi quello rimani, il perno di una alternativa che non si concretizzerà mai.
E i sondaggi che languono tra il 26/27% stanno a testimoniare questa difficoltà.
E, aggiungo, la scelta, qualunque essa sia, abbracciare l’UDC o continuare a correre con IDV e SEL, deve avvenire alla luce del sole e deve trovare il partito pronto ad assumersene le conseguenze, cioè fuga di elettori verso SEL e M5S o migrazione di una pezzo di dirigenza verso altri lidi. Ma oramai siamo alla minimizzazione dei danni, perché rimanere con l’attuale profilo ambiguo farà più danni, nel breve come nel medio periodo, di ognuna delle due scelte.
La situazione non e’ piacevole, ma e’ quella in cui il partito ci si e’ ficcato dopo una serie di errori a partire dal 2008, fatti da tutte le componenti che si sono alternate alla guida.
Certo il contesto e’ pessimo, Berlusconi ancora spacca in due la politica italiana attraversando tutte le correnti politiche o quasi ed e’ il discrimine, il crinale su cui si schiera il 90% degli elettori, la scelta principe, su cui poi si ramificano tutte le altre in campo economico e sociale in maniera tale da rendere impossibile una qualsiasi sintesi realmente costruttiva nel campo berlusconiano, pero’ questo e’ il tempo cui siamo chiamati a vivere e procrastinare le scelte ci azzoppa oggi e preclude il futuro.
Per cui si dia una mossa, si dica chiaramente cosa si vuole fare, con chi la si vuole fare, e si indicano le primarie di coalizione per febbraio/marzo al massimo. Primarie che debbono essere aperte a tutti, ma proprio a tutti, anche all’interno del partito, che il farraginoso statuto del partito non può essere invocato solo per stoppare gli avversari interni.
Tutti i numeri del Porcellum: dal Nuovo Ulivo a Forza Gnocca
Dopo la simulazione dei risultati nel caso si andasse alle elezioni con l’attuale assetto di coalizioni e l’attuale legge elettorale, si sono esplorati alcuni futuribili scenari tra quelli ipotizzati nei retroscena dei vari giornali.
Riepilogando lo scenario Nuovo Ulivo vedrebbe andare al voto una coalizione di centrosinistra formata da PD IDV e SEL piu’ partiti minore, una coalizione di centro destra formata da PDL, Lega, La Destra e altri partiti minori, una coalizione di centro comprendente UDC, FLI API e MPA con M5S e FDS in corsa solitaria.
Il secondo scenario affrontato vede un accordo di desistenza tra il CentroSinistra e la FDS. Questa non si presenterebbe alle elezioni con un simbolo proprio ma candiderebbe un certo numero di esponenti nelle fila dei partiti di centrosinistra per ottenere una sorta di diritto di tribuna. Le atre coalizioni rimarrebbero immutate.
Il terzo scenario e’ quello della Grande Alleanza, ovvero tutti contro Silvio: CentroSinistra e Terzo Polo si riunirebbero in un grande rassemblement politico. Pero’ entrambi pagherebbero un grosso dazio a questa unione. I centristi conserverebbero solo il 60% dei voti loro accreditati dai sondaggi e cederebbero il resto al centro destra. D’altro canto M5S e Fds guadagnerebbero dal dissanguamento del PD verso sinistra.
L’ultimo scenario, il piu’ futuribile, e’ quello di Silvio contro tutti. Berlusconi fonda l’ennesimo partito, spacca in due il PDL e va al voto con il solo appoggio de La Destra. Anche la Lega farebbe corsa solitaria, mentre quello che resta del PDL si unirebbe ai centristi per formare un nuovo centrodestra. Il M5S e la FdS correrebebro comunque da soli
Nuovo Ulivo
Qui c’e’ l’analisi dettagliata
Desistenza
In caso di desistenza tra FdS e Nuovo Ulivo i modelli predittivi indicano una sola grossa differenza rispetto allo scenario precedente: il centrosinistra vincerebbe in Sicilia. E’ un risultato da prendere con tutte le cautele del caso vista lo notoria instabilita’ dei flussi elettorali siciliani, nonche’ la loro volubilita’ in base a fattori prettamente locali, comunque la possibilita’ esiste.
Grande Alleanza
In caso di Grande Alleanza il centrosinistra vincerebbe ovunque tranne che nel Lombardo Veneto, facendo pero’ man bassa di extra seggi un po’ dovunque. Da notare che la fuoriuscita di elettori di sinistra verso il M5S, facendogli superare la soglia del 4% alla camera e dell’8% in Senato in Emilia Romagna, porterebbe un nutrito gruppo di grillini in parlamento.
Inoltre il PDL rischierebbe di essere il primo partito alla Camera e al Senato.
Forza Silvio
E’ lo scenario piu’ improbabile e vedrebbe il centro sinistra vincere ovunque tranne che in Sicilia, che sarebbe appannaggio del Terzo Polo. Tuttavia Forza Silvio porterebbe un buon numero di deputati e senatori e anche la Lega avrebbe qualcosa in piu’ di un semplice diritto di tribuna. Da notare che nella confusione generale il M5S conquisterebbe 2 senatori in Emilia Romagna
I partiti e gli scenari
Sull’effetto degli scenari sui risultati dei partiti c’e’ da notare una cosa interessante. Mentre i partiti minori sono piu’ o meno insensibili al mutare delle coalizioni, almeno in termini di deputati e senatori eletti, chi invece ne soffre di piu’ sono PD e PDL. In effetti mentre nei primi due scenari il PD raccoglie il massimo numero di eletti, nello scenario della Grande Allenaza e’ il partito piu’ penalizzato in termini di eletti. Giusto il contrario di quello che accade per il PDL.




