Fornero e gli esodati: una caporetto per il governo Monti
Sugli esodati si sta consumando la caporetto della Fornero e del Governo Monti, questo perché se la decisione di innalzare l’eta’ pensionabile e’ stata una scelta politica, la valutazione degli impatti di questa scelta e’ puramente tecnica, e il non essere riusciti a quantificare in maniera chiara fin dall’inizio questi impatti va a colpire la credibilità tecnica del ministro del lavoro.
In breve dopo mesi ancora non sappiamo quanti saranno impattati dalla riforma delle pensioni e quindi che ce ne facciamo di un governo tecnico che fallisce in quello che teoricamente sarebbe il suo punto di forza, cioe’ i conti?
Che differenza c’e’ tra la Fornero che sbaglia i conti sugli esodati e Sacconi che sbaglia i conti sui riscatti di laurea?
Che credibilità hanno i sacrifici fatti se non sappiamo nemmeno con sicurezza quali saranno i loro impatti, positivi e/o negativi che siano?
Il minimo sindacale di un leader
Stretto tra l’appoggio obtorto collo ad un governo impopolare e la marea risalente del populismo, incapace di approfittare del disfacimento dell’avversario storico, incalzato da alcuni alleati e infastidito dalla vaghezza strategica degli altri, con un partito attraversato da malumori più’ o meno sotterranei, con il rischio di ritrovarsi commissariato da improbabili liste civiche nazionali, Bersani, all’ultimo minuto, fa il minimo sindacale che ci si aspetta da un leader.
Prende l’iniziativa e accetta la sfida alla sua leadership scegliendo il campo di battaglia, definendo modi e tempi e riprendendo per se e per il PD il centro della scena politica, oscurando tutti gli altri interpreti dell’agone politico o mettendoli nelle condizioni solo di reagire alle sue scelte.
In un paese normale sarebbe stato probabilmente troppo tardi per sperare di vincere le elezioni, e la mossa del segretario sarebbe stata vista come l’ultimo disperato tentativo di mettere a tacere l’opposizione interna ed esterna e come tale bollata.
Tuttavia nell’Italia del 2012 questa mossa invece ricorda a tutti che l’unico partito contendibile e scalabile, e quindi l’unico vero partito, con tutti i suoi limiti, e’ il Partito Democratico.
E quindi probabilmente basterà a vincere le elezioni approfittando dello squagliamento del PDL, della perenne indeterminatezza delle esigue forze di centro e rintuzzando il velleitario populismo di Grillo.
