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Il conto


Io me lo ricordo ancora il B., nell’ultimo duello televisivo con Prodi nel 2006, che strillava quasi con rabbia “Aboliremo l’ICI!”.

Quel coup de theatre, porto’ il B. a un passo dalla clamorosa vittoria, lasciando a Prodi una risicata maggioranza al senato. Come sia finita e’ noto a tutti: Prodi azzoppato dalle infinite mediazioni al ribasso e dai tanti voltagabbana, getto’ la spugna nel 2008. Poi ci furono le elezioni e il B. le stravinse, e quindi diede corso alle sue promesse.

Poco importava che il governo più federalista della storia eliminasse l’unica imposta locale, legata al territorio. Poco importava che tanto a pagare non era lo stato cui gli elettori lo avevano inopinatamente messo a capo, quanto piuttosto i comuni.

Ogni promessa e’ debito, e quell’urlo finale doveva essere onorato. A qualsiasi costo.

Son passati due anni. Di chiacchiere soprattutto, di scandali piu’ o meno grossi, di false rassicurazioni sullo stato dell’economia italiana, di assurde battaglie su Lodi Alfano, sulle intercettazioni, contro Sky, insomma qualunque cosa che andasse contro le sorti personali, giudiziarie ed economiche del B., fondamentalmente disinteressandosi di qualunque altra cosa.

E siamo arrivati a oggi, con i nodi che vengono al pettine.

Gorgonzola e’ un paese a confine tra Milano e la ricca Brianza, oggi un po’ meno ricca e un po’ piu’ in crisi. E’ stata governata a lungo dal csx, che vi aveva una solida maggioranza, sebbene di estrazione piu’ democristiana che comunista, tanto per intenderci. Poi, all’ultima tornata elettorale, complici le divisioni interne e la generale crisi del csx, il cdx ha vinto le elezioni.

Sfortunatamente per loro, tra crisi generale e eliminazione dell’ICI, il gettito nelle casse comunali e’ molto dimagrito, per cui s’e’ trovato a dover fare qualche taglio.

Ovviamente e’ andato a tagliare i servizi scolastici: mense e asili nido.

Solo che qualche genitore ha fatto i conti e ha scoperto che le nuove rette dell’asilo portano aumenti in alcuni casi anche di 2400 euro.

Ne sono seguiti ovviamente sit-in e manifestazioni.

Ora, statisticamente, circa la meta’ di quelle famiglie, avra’ votato nel 2008 il B.

Io per fortuna non ho piu’ figli in eta’ di asilo nido, ma onestamente, chiedo ai miei concittadini che mandano un figlio all’asilo e hanno votato il B., non era meglio evitare di abolire l’ICI, pagando tutti quei 200/300 euro in piu’, piuttosto che pochi debbano pagare 8/10 volte tanto?

Non era meglio votare una persona seria che non faceva promesse a vanvera, piuttosto che il B.?

Le scelte, prima o poi si pagano, e ci sara’ sempre qualcuno che ti porterà il conto.

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Pubblicato il 26 maggio 2010, in Politica, società con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. le cose che gridano vendetta sono tre:
    – nessuna gratuità
    – solo due fasce isee
    – riduzione minima per il secondo figlio

    la quota massima può anche essere accettabile se introduci una maggiore gradualità nelle fasce.

    e dire che ci lamentiamo noi milanesi, ma questa è macelleria sociale…

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