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Dietro l’angolo


Pessano con Bornago e’ dietro l’angolo. Per capirci, ci porto i bambini in piscina, tre volte alla settimana. E’ un paese dormitorio, lungo la linea verde della metropolitan milanese. Ma e’ un paese pulito, tranquillo e ordinato. Insomma non il massimo della vita, ma un posto dove si puo’ vivere tranquillamente e dignitosamente, con servizi adeguati, scuole, discretamente collegato.

Ora la storia e’ questa. In questo paese pulito, tranquillo e ordinato, alcune famiglie non pagano la mensa delle scuole.  Il comune a febbraio, vista la lista dei morosi di lunga data, concorda con loro una sorta di piano di rientro. Tra aiuti comunali e rateizzazioni, alcuni riescono a saldare il debito, altri, ove possibile per l’orario, tolgono i bambini dalle mense per dargli a mangiare a casa (cosa poi non si capisce bene, visto che un pasto alla mensa costa molto meno che un pasto a casa).Rimangono 22 bambini, figli di morosi che non si arrendono. Il sindaco, che si definisce di centrosinistra (ma io avrei qualche dubbio),  ordina alla societa’ appaltatrice delle mense di non fornire il pasto a questi bambini. Ovviamente la societa’ esegue senza problemi. I genitori (tutti) protestano.

Per fortuna ci sono le maestre, che ogni giorno cedono il loro pasto ai loro bambini.

La storia e’ vecchia di un mesetto. La stampa locale (qui abbiamo un quotidiano locale e persino un settimanale) l’aveva gia’ riportata. ora invece e’ divenuto un piccolo caso nazionale.

Ci sarebbe tanto da scrivere su questa storia: dal razzismo strisciante che appare in certi aticoli (perche’ specificare che i bambini sono stranieri?) o in certi commenti a tali articoli, all’insensata applicazione delle “regole” da parte del sindaco, al freddo cinismo della societa’  che riesce a non dare un pasto a questi bambini, al declassamento che subiamo tutti passando da cittadini che hanno dei diritti a consumatori cui si eroga un servizio previo pagamento ovviamente, all’operoso paese settentrionale che non paga le rette neanche fossimo nel profondo sud.

Tutti hanno una piccola parte di ragione: la societa’  che non e’ pagata per i servizi che fornisce, il sindaco che, probabilmente alle prese con un bilnacio ridotto all’osso dalla scomparsa dell’ICI, tenta di far quadrare i conti e far rispettare le regole nella sua comunita’, i genitori, che sono tra i piu’ poveri e che invece son costretti a pagare la retta massima perche’ “non residenti”

Tutte queste piccole ragioni fanno un immenso torto: negare il cibo a bambini la cui unica colpa e’ essere nati in famiglie povere o che magari hanno genitori disgraziati che preferiscono l’ultimo cellulare alla moda a loro. Ma non importa, la colpa non e’ loro. non han fatto nulla e gli negano il cibo, mentre intorno i loro amici, i loro compagni mangiano.

Penso che difficilmente si possano infliggere peggiori umiliazioni ai bambini.

Ma non scrivero’ niente.

Un solo pensiero: per fortuna ci sono le maestre.

Grazie

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Pubblicato il 29 aprile 2009, in Politica, Scuola, società con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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