Oh che sara’


Beh, alla fine ci hanno commissariato. BCE, Francia, Germania, USA si son stufati del nostro perenne cazzeggio e ci han scritto due righe e l’ineffabile trio BTB, masticando amaro, s’e’ allineato, come i bambini che han passato tutto il giorno in cortile a giocare, senza fare i compiti, e la mamma li chiama e gli da’ una bella ripassata, e si stanno pure zitti perche’ tanto e’ chiaro che non ci sono alternative.

Almeno a questo ci arrivano, oserei dire.

Del resto non ce li vedo i tre a strapparsi i capelli. Alla fin fine gli han fatto un piacere.

La macelleria sociale la intesteranno all’Europa, e non dovranno fare neanche uno sforzo per pensarci o per trovare un qualche vago accordo con l’opposizione.

Presenteranno la minestra,  preparata dagli altri, e noi la tireremo giu’ senza neanche fiatare.

Loro intanto si godranno un ano di pensione anticipata, e magari troveranno il tempo per dedicarsi alle attivita’ preferite, come quella di sfuggire alla giustizai, al fisco o all’ospedale psichiatrico.

In effetti il commissariamento non e’ la mia soluzione preferita, meglio, molto meglio, sarebbe stata la (s)vendita all’incanto. Ecco, tedeschi, inglesi, francesi, americani si sarebbero dovuti comprare direttamente pezzi del Belpaese, almeno avremmo salvato qualcosa.
Del resto i furbi l’hanno gia capita sta cosa. prendete la Fiat ad esempio. Dopo che il tizio che si fregia del titolo onorifico di Presidente del Consiglio nel mezzo di una crisi drammatica gli consiglio’ di prendere le Punto, dargli una sverniciata rossa e attaccargli il marchio Ferrari sopra, alla Fiat han capito l’antifona e si sono autovenduti agli americani.
Quando i geni che abbiamo al governo l’hanno capito han perfino sbraitato: ma come, dopo anni di foraggiamento non ci passate neanche due spiccioli di tangente sottobanco? Non si fa mica cosi’.
Pero’ si son rifatti con l’Alitalia. Chissa’ come eravamo riusciti a venderla ad Airfrance. Cioe’ avevamo trovato dei polli che ci davano dei soldi per un baraccone pubblico e questi che fanno? Bloccano la vendita, trovano una decina di teste di paglia, passano il conto agli italiani e poi la regalano a Airfrance! Dei geni, no doubt, pero’ almeno sappiamo che avremo degli aerei nei nostri aereoporti dopo che il suddetto trio avra’ fatto le valigie con i forconi alle calcagna.
Comunque, fossi in Obama, Sarkozy e Merkel, manderei giu’ anche una badante per assicurarsi che abbiano capito effettivamente cio’ che c’e’ scritto nella letterina. Infatti non e’ che mi fidi molto di un Tremonti che spiega le cose al Bossi, in una scena degna di Scemo e +Scemo.
Del resto i furbi, se possono, stanno levando le ancore e a noi ci tocca un regime di servi sciocchi in prorogatio.
Prendete ad esempio la RAI. Ora la RAI e’ sempre stata in mano alla politica ma era purtuttavia un’azienda che male che andava si faceva i piani quarter per quarter, per cui alla fine se si intravedeva un cambiamento politico all’orizzonte, lo anticipava sempre. Per cui un tempo avremmo visto il potenziamento dei tg regionali in lingua tedesca, il richiamo di Frau Gruber al TG1, uno spostamento di sede a Nizza, affari con gli amerikani, e cosi’ via.
Invece si continua a cacciare gente, piu’ o meno valida, come se il potere berlusconiano non fosse al tramonto ma all’alba. Alla fine sara’ ridotta definitivamente uno schifo e sara’ venduta, magari a Debenedetti sai che spasso!
I furbi han capito l’antifona e han fatto il salto, in attesa di essere richiamati quali salvatori della patria – con lauti stipendi modello figliol prodigo – quelli meno furbi, affezionati alla RAI come ad un paio di jeans dei tempi del liceo, son rimasti, nella vaga speranza che una dieta ferrea glieli restituisca.
Gli altri sembrano gli allegri suonatori su una nave che affonda.
Oppure prendiamo questo che titola “I tagli sono bellissimi” dalla tolda di un giornale che riceve soldi pubblici, roba del tipo “son pronto ad evirarmi con il pene degli altri”.
Per cui alla fine, cari Obama, Sarkozy e Merkel, se ci volete commissariare mandate giu’ pure qualcuno che spieghi bene la cosa a quello che s’e’ fatto la war room sotto il vulcano a Vllla Certosa, magari coi disegnini, perche’ qui, quelli che son rimasti, han qualche problema di comprensione.

La musica di Pitagora


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Galileo Galilei cosi’ scrive nel gennaio del 1611 a Giuliano dei Medici, a proposito delle fasi di Venere
[…] Venere necessariisimamente si volge attorno al Sole, come anco Mercurio et tutti li altri pianeti, cosa ben creduta da i Pittagorici, Copernico, Kepler et me

Basta questo per rendersi conto dell’influenza di Pitagora sulla nostra cultura, sulla nostra scienza. La sua folgorante intuizione che sia possibile descrivere oggettivamente il mondo tramite i numeri, ci arriva tramite la lezione di Platone e grazie a lui tramite una lunghissima catena di filosofi e naturalisti di cui Galilei e’ uno dei tanti, sebbene forse il piu’ illustre.

Le tre idee alla base del pitagorismo – un mondo descritto dal numero, l’unita’ di fondo del mondo medesimo , e la metempsicosi- le prime due sono alla base del mondo moderno, mentre la terza ancora aleggia nel nostro immaginario esoterico. Persino le sue suggestioni, come l’armonia delle sfere impregnano ancora l’immaginario scientifico moderno, alla ricerca di una Teoria del Tutto e capace di titolare riviste scientifiche con  “La colonna sonora dell’Universo”.
Eppure del filosofo di Samo sappiamo ben poco, e quel che sappiamo e’ frutto di notizie di  seconda o terza mano, a opera di suoi discepoli, veri o autonominatisi tali. L’autrice tenta quindi di ricomporre la figura di Pitagora tramite questi frammenti, che giungono fino ai giorni d’oggi, e, a mio parere, ci riesce parzialmente.
Tuttavia il testo vale un’accurata lettura perche’ gli spunti di riflessione sono tanti e profondi e alcune connessioni inattese.