Archivi categoria: società

Dedicata all’Italia e agli italiani


Oggi il Post dedica un articolo ai birthers, cioe’ quei fanatici che contestano ad Obama di non essere nato in USA – e quindi di essere un Presidente abusivo visto che per essere eletto devi essere nato in USA-  e lo fa all’indomani della conferenza stampa di Obama durante la quale il Presidente degli Stati Uniti ha presentato il suo certificato di nascita in originale, che poi e’ -era- la materia del contendere visto che finora aveva presentato solo un estratto del certificato.

La materia sembra abbastanza lontana dal nostro paese tuttavia la chiosa finale mi pare perfetta per definire l’Italia e gli italiani di questi ultimi 15 anni

 è inutile contrapporre argomenti razionali a una convinzione irrazionale, perché una volta che la convinzione si è esposta non si è più disposti ad ammettere la verità

Guerra e Costituzione


Ogni qual volta che l’Italia si ritrova invischiata in una qualche operazione militare, camuffata in un qualsivoglia modo, il mondo pacifista, quel che ne resta, grida al tradimento della Costituzione invocando l’art. 11 della carta, solitamente pero’  monco della sua seconda parte

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Insomma se nella prima parte si afferma un eccezionale valore civile, nella seconda si lascia aperta una porta, anzi un portone, delegando a entità sovranazionali, l’ONU ma anche la NATO, addirittura parte della propria sovranità nazionale. In breve se l’ONU chiede delle truppe per operazioni di peace keeping o peace enforcing, e noi le forniamo, e stabiliamo di comune accordo delle regole di ingaggio, queste truppe passano sotto comando ONU e se gli si ordina di sparare, spareranno.

Insomma e’ l’art.11 medesimo che fornisce copertura giuridica ai vari interventi militari di questi anni. E’ abbastanza chiaro che negli ultimi anni se ne e’ tradito lo spirito, cosi’ come si e’ tradito lo spirito di norme sacrosante quali l’immunità parlamentare o la remunerazione dei deputati, tuttavia la situazione e’ questa e, da pacifisti bisogna prenderne atto, come avrebbe fatto Gandhi.

Sarebbe piuttosto ora di cercare nuove vie per reclamare la pace, senza invocare a ogni pie’ sospinto l’art. 11. Del resto ne’ Gandhi, ne’ Martin Luther King avevano la nostra Costituzione alle spalle, eppure qualcosina l’hanno ottenuta anche loro.