Archivi categoria: Politica
Wait and see
Vedo -sento, leggo – parecchia gente parecchio affannata affannarsi intorno all’ipotesi di un governo PD-M5S.
A fare il refresh compulsivo sul blog di Grillo – rovinado il tasto F5 peraltro – e dandosi all’esegesi del leader pentastellato.
Non e’ il caso. E non e’ il caso perché lo stop&go di Grillo, che si comporta da discreto leader politico, e’ tutto teso a guadagnar tempo.
Perché neanche lui sa chi ha eletto.
Il M5S non ha quadri intermedi, non ha esperienza non ha niente.
E’ evidente che ha eletto una massa informe di gente tra cui ci sono sicuramente alcuni sprovveduti, quelli che parlano alla radio e in tv, e gente più capace, che sta zitta e attende di incontrare i compagni di viaggio.
E attende di capire – o di decidere – chi saranno i capigruppo, che giocoforza saranno i primi leader politici del Movimento oltre a lui.
Con tutti i rischi di una dialettica interna: un conto e’ scomunicare un oscuro consigliere regionale, un conto il tuo capogruppo alla Camera, certificando il tuo fallimento nella selezione della tua classe dirigente.
Per cui i fuochi di artificio, e i complimenti a Napolitano.
Poi tatticamente non sta neanche lui messo benissimo. Sperava che gli istinti conservatori del PD sarebbero andati nella direzione dell’inciucio e di lucrare su un anno di paralisi.
Bersani pero’ gli ha precluso quella strada e l’ha inchiodato alle sue proposte.
E a lui non rimane che gridare contro una persona, non contro una politica.
Pero’ prima o poi in parlamento ci si arriva e le grida al suo elettorato che vuole il cambiamento non basteranno.
E col parlamento arriveranno tv e radio e ribalta nazionale non per lui, ma per i suoi parlamentari, che saranno secutati e fucilati mediaticamente alla prima fesseria.
E ce ne saranno di fesserie, in buona e cattiva fede.
Il suo elettorato e’ composito e l’equilibrista lo può fare per un po’ ma non molto a lungo, quando siedi in parlamento. Alla fine le scelte le devi fare, e non puoi sempre sperare che gli altri le facciano per te e che ti vadano bene dome finora e’ successo.
Quindi niente isterismi e appelli accorati, ma la paziente e sapiente politica e’ la sola risposta da dare, non per il PD, ma per il paese.
E’ arrivato il tempo dei bilanci elettorali. Così nel bollettino del Pd lombardo:
Non è andata come avevamo sperato. Ora quindi è il tempo delle riflessioni e delle analisi che ci presentano comunque una Lombardia cambiata.
Dal confronto con le elezioni regionali del 2010 emerge che il Partito Democratico aumenta i suoi voti in termini assoluti di circa 400mila unità, passando da 976mila a 1.369.000mila voti.
La coalizione di centrosinistra, dal 33 per cento del 2010, arriva con Ambrosoli Presidente al 38 per cento. Contemporaneamente a questa tendenza nel centrosinistra, il centrodestra vince, ma perde consensi in termini assoluti: il Pdl perde oltre 450mila voti e la Lega oltre 415mila, compensati in parte della lista Maroni Presidente.
Il centrosinistra è quindi l’unico schieramento in crescita contro la flessione del centrodestra.
Umberto Ambrosoli, al quale va il nostro riconoscimento per l’impegno e la passione in questa campagna elettorale…
View original post 436 altre parole

