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Loophole Gelmini


Tolta la faccenda del tunnel più lungo del mondo, la cosa piu’ divertente del famigerato comunicato della Marystar nazionale e’,  tutto sommato, il tono stentoreo di chi si arroga un risultato epocale, dando per scontato l’effettivo superamento della velocità della luce.

Ora io non so chi abbia consigliato lo sventurato ministro, ma ho una teoria.

Supponiamo che il risultato di  Opera sia, nel giro di pochi anni, effettivamente confermato da altri esperimenti. Una nuova branca della fisica – la fisica superluminare – si apra e che tra trent’anni avremo delle macchine del tempo.

Supponiamo anche che la Gelmini in realta’ non abbia scritto nessun comunicato, perche’ in altre faccende affaccendata, tipo bastonare precari e togliere insegnanti di sostegno ai disabili. Tempo pochi mesi la tizia viene defenestrata e si da’ alle trasmissioni di intrattenimento di terz’ordine, come la Pivetti.

Ma dopo qualche anno, vista l’importanza della scoperta, comincia a rodersi il fegato. Ma come? Sei ministro mentre questi fanno la piu’ importante scoperta del secolo e tu non hai scritto niente? Dopo trent’anni, nel 2041, pero’ le macchine del tempo sono di dominio pubblico e lei che fa? Scrive un bigliettino alla Gelmini del 2011 e le dice: “Stupida, puoi passare alla storia, ma ti sei resa conto della scoperta? E non dici niente? Fai subito un comunicato cosi’ e cosa’”

La povera Gelmini del 2011, che gia’ non e’ un genio della scienza, in preda all’emozione combina il patatrac e scrive quel delirante comunicato.  Seguono quindi trent’anni di sbertucciamenti planetari. E allora cosa fa la Gelmini del 2041? Scrive alla Gelmini del 2011 di non dire niente per carita’, taccia!, che fa’ piu’ bella figura. E la Gelmini del 2011 si adegua.

Solo che a sto punto si apre una nuova linea temporale in cui la Gelmini del 2011 non dice niente, mentre quella del 2041 le scrive di nuovo di cacciare un comunicato purchessia. E cosi’ all’infinito.

Un bel paradosso, nevvero? Ma mai quanto quello di vedere la Marystar Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca in questa povera Italia del 2011.

Dino Berlusconi


La domanda della settimana sui giornali italiani pare essere: perche’ in Italia non c’e’ un Dino Grandi che metta fine a questo stillicidio?

La risposta credo sia molto semplice. Non c’e’ un Dino Grandi perche’, mentre il fascismo fu un movimento politico con diversi protagonisti di primo e secondo piano, il berlusconismo e’ un brand politico. Tolto il brand, l’icona, il simbolo tutto svanisce. Il PDL e prima ancora FI sono partiti personalistici, letteralmente. Sono stati creati nelle segrete stanze o sull’orlo del predellino da una sola persona, che poi si e’ circondato di servi e di vecchi reduci della prima repubblica, che a lui devono tutto.

Inoltre il boss ha scientemente allontanato tutti quelli che avevano un minimo di carisma e ambizione a succedergli. Li ha prima isolati e poi espulsi. Bastonarne uno per educarne cento. E credo che ci sia riuscito.

Gli altri li ha comprati tout court.

E alla fine il berlusconismo e’ entrato in crisi grazie all’unico che potesse metterlo in crisi, cioe’ il B. stesso. E quindi voi veramente credete che ci sia un Silvio Grandi o un Dino Berlusconi che lo faccia dimettere? In una sorta di Dr Jeckill e Mr Hyde all’italiana?

 

Rimarra’ li’ nel suo bunker finche’ non gli cadra’ sulla testa.