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Una mattinata italiana
E insomma stamattina c’era una partita col Vimodrone alle 9,30 e quindi ci siamo alzati alle 7,30 come i giorni di scuola e siamo usciti sotto un cielo grigio e piovoso.
E poi siamo arrivati alla palestra di Vimodrone imbandierata a festa per l’Unita’ d’Italia e c’era lo speaker che ha presentato tutti giocatori e poi ci siamo alzati in piedi per l’Inno nazionale e ci siamo emozionati.
E poi e’ cominciata la partita e loro correvano come matti e difendevano con il coltello tra i denti, e c’avevano un giocatorino niente male che penetrava la nostra difesa come se niente fosse. E noi da parte nostra difendevamo uno schifo e sbagliavamo l’impossibile e quando non sbagliavamo sembrava che i ferri dei canestri ce l’avessero con noi. E siam finiti pure sotto di undici anche se abbiam chiuso a meno 6.
E poi e’ cominciato il secondo quarto, e abbiam fatto un break di 6 a 0 in 37 secondi, che neanche in NBA. E poi abbiam continuato a sbagliare l’impossibile ma un po’ di meno, e a difendere un po’ di piu’. E loro pian piano si sono spenti.
E insomma abbiam galleggiato per il secondo e terzo tempo facendo l’elastico, a volte sopra noi, a volte loro.
Poi l’ultimo quarto li abbiamo letteralmente schiantati, con noi che correvamo ancora e loro molli sulle gambe. E uno dei nostri ha perfino vomitato a meta’ quarto, tanto si era impegnato
E insomma a 30 secondi dalla fine, a +11 sul Vimodrone ci siam messi tutti a ritmare “Argentia! Argentia!” perché i ragazzi c’avevano messo l’anima anche in una giornata storta.
E poi siamo usciti fuori e fuori c’era un bel sole, che sembrava un miracolo dopo 7 giorni di pioggia.
E la mattina era cosi’ bella che per completarla sulla strada del ritorno ho comprato dei fiori a mia moglie, che era rimasta a casa con l’altro pupo.
E chest’e’. Il sole dopo la pioggia.
Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia
La citazione, famosissima, e’ di Artur C. Clarke, uno dei maggiori scrittori di fantascienza.
E almeno negli effetti credo che abbia ragione. Cioè credo che il 90% della popolazione umana non sappia neanche vagamente i principi fisici che consentono loro di vedere aprirsi davanti a loro le porte di una qualsiasi centro commerciale quando gli si avvicinano.
E quindi per loro che sia una tecnologia sufficientemente avanzata o magia vera e propria alla “Apriti Sesamo” poco cambia.
Tuttavia ci sono almeno un paio di cosette che distinguono la tecnologia e la magia.
La prima e’ che la tecnologia fa delle previsioni affidabili e verificabili, la magia no.
O meglio ci prova con l’astrologia e la profezia, ma con risultati scarsi, e dando un occhio distratto al business di maghi e cartomanti in tv, sempre più rarefatto, direi che lentamente ce ne stiamo rendendo conto.
L’altro elemento che distingue scienza e stregoneria e’ che la scienza conosce i limiti delle sue previsioni.
Qua entriamo in un terreno spinoso perché molti hanno in testa il concetto di scienza esatta, e prendono in maniera letterale l’aggettivo qualificativo, e hanno verso la scienza un atteggiamento fideistico pari a quello che si ha verso la religione o l’astrologia.
Mentre l’aggettivo esatta sta a dire che la scienza conosce esattamente il proprio errore.
Non lo conoscesse, sarebbe altro, magia appunto.
Tutto questo pippozzo per dire che la tragedia nucleare giapponese ha scatenato una ridda di dichiarazioni apodittiche pro o contro il nucleare.
Ma non mi sembra che nessuno abbia centrato il problema. Cioè che quella nucleare e’ una tecnologia come le altre e come le altre ha margini di errore, che son piccolissimi (o che dovrebbero esserlo) specie se confrontati con quelli di altre tecnologie. E che si basa poi su altri manufatti tecnologi, come ad esempio le mappe di rischio sismico, che potrebbero essere tranquillamente sbagliate perché, guarda un po’, non ne sappiamo ancora abbastanza.
E che comunque l’induttivismo, cioè’ il dire ad esempio che poiché non ci sono mai stati terremoti di grado superiore al 8 non ve ne saranno mai, e’ stato dimostrato fallace da Popper a inizio secolo.
Tutte queste son cose – la sua fallibilità, i suoi limiti -che chi abbia un minimo a che fare con la scienza, sa. Ma non e’ che se ne parli molto, anche perché l’alone misterioso che ne consegue e’ parecchio figo, almeno credo.
E quindi ai giorni nostri la scienza, qualsiasi scienza, e’ un oggetto oscuro e misterioso per la gran parte della popolazione mondiale, per cui si ha ne suoi confronti un atteggiamento religioso e si e’ preda di opposti apprendisti stregoni.
