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Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia


La citazione, famosissima, e’ di Artur C. Clarke, uno dei maggiori scrittori di fantascienza.

E almeno negli effetti credo che abbia ragione. Cioè credo che il 90% della popolazione umana non sappia neanche vagamente i principi fisici che consentono loro di vedere aprirsi davanti a loro  le porte di una qualsiasi centro commerciale quando gli si avvicinano.

E quindi per loro che sia una tecnologia sufficientemente avanzata o magia vera e propria alla “Apriti Sesamo” poco cambia.

Tuttavia ci sono almeno un paio di cosette che distinguono la tecnologia e la magia.

La prima e’ che la tecnologia fa delle previsioni affidabili e verificabili, la magia no.

O meglio ci prova con l’astrologia e la profezia, ma con risultati scarsi, e dando un occhio distratto al business di maghi e cartomanti in tv, sempre più rarefatto, direi che lentamente ce ne stiamo rendendo conto.

L’altro elemento che distingue scienza e stregoneria e’ che la scienza conosce i limiti delle sue previsioni.

Qua entriamo in un terreno spinoso perché molti hanno in testa il concetto di scienza esatta, e prendono in maniera letterale l’aggettivo qualificativo, e hanno verso la scienza un atteggiamento fideistico pari a quello che si ha verso la religione o l’astrologia.

Mentre l’aggettivo esatta sta a dire che la scienza conosce esattamente il proprio errore.

Non lo conoscesse, sarebbe altro, magia appunto.

Tutto questo pippozzo per dire che la tragedia nucleare giapponese ha scatenato una ridda di dichiarazioni apodittiche pro o contro il nucleare.

Ma non mi sembra che nessuno abbia centrato il problema. Cioè che quella nucleare e’ una tecnologia come le altre e come le altre ha margini di errore, che son piccolissimi (o che dovrebbero esserlo) specie se confrontati con quelli di altre tecnologie. E che si basa poi su altri manufatti tecnologi, come ad esempio le mappe di rischio sismico, che potrebbero essere tranquillamente sbagliate perché, guarda un po’, non ne sappiamo ancora abbastanza.

E che comunque l’induttivismo, cioè’ il dire ad esempio che poiché non ci sono mai stati terremoti di grado superiore al 8 non ve ne saranno mai, e’ stato dimostrato fallace da Popper a inizio secolo.

Tutte queste son cose – la sua fallibilità, i suoi limiti -che chi abbia un minimo a che fare con la scienza, sa. Ma non e’ che se ne parli molto, anche perché l’alone misterioso che ne consegue e’ parecchio figo, almeno credo.

E quindi ai giorni nostri la scienza, qualsiasi scienza, e’ un oggetto oscuro e misterioso per la gran parte della popolazione mondiale, per cui si ha ne suoi confronti un atteggiamento religioso e si e’ preda di opposti apprendisti stregoni.

 

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Pubblicato il 19 marzo 2011, in società con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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