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L’Italicum ovvero “Lascia il porcellum un po’ migliore di come l’hai trovato”


Matteo Renzi, fedele al motto scout “Lascia il mondo un po’ migliore di come l’hai trovato” ieri alla direzione del PD ha presentato una proposta di legge elettorale, dall’infausto nome di italicum, che e’ in effetti un puro miglioramento dell’attuale porcellum.

Premesso che questa riforma elettorale sara’ conseguente all’abolizione del Senato come Camera elettiva,  il segretario del PD, partito da un modello spagnolo, che con le sue piccole circoscrizioni e’ probabilmente il piu’ maggioritario dei proporzionali, e’ approdato appunto a una revisione della legge elettorale concedendo liste bloccate e alte soglie di sbarramento a Berlusconi, il collegio unico nazionale ai partitini e riservandosi per il PD un doppio turno eventuale, concedendo alla sentenza della Corte Costituzionale giusto le liste corte a 5/6 deputati e un premio di maggioranza variabile di al più il 18%  che scatta solo oltre la soglia del 35% e che comunque non potra’ consegnare più del 55% dei seggi ai vincitori, fermo restando che nel caso di ballottaggio il premio complessivo calerebbe al 53%.

Di positivo a mio pare ci sono appunto il doppio turno e il premio di maggioranza che scatta dopo una certa soglia, garantendo in ultima analisi che il governo sia scelto almeno da una maggioranza significativa di elettori da un lato e dall’altro non consegni uno strapotere nelle mani dei vincitori, che col 35%  otterrebbero giusto una ventina di deputati oltre la maggioranza.

Tra il pleonastico e il vagamente vessatorio sono le soglie, assolutamente inutili visto che adesso nessuno dei partitini medio-piccoli e’ in grado di superare il 5%  e quindi ora come ora, si andasse al voto con queste regole si produrrebbe un parlamento tripartito, tal quale con il maggioritario o anche con il sistema spagnolo.

Inspiegabile, se non in senso assolutamente castale, la lista chiusa, per quanto corta. Non si capisce quale sia ratio nella non introduzione della preferenza singola, se non quella appunto di lasciare mano libera alle segreterie di piazzare la qualunque nelle liste. 

Rimane forte anche la perplessità a mio parere di una coalizione che arrivata al ballottaggio con il 25% dei voti – cosa possibilissima- poi rischi di aggiudicarsi il 53% dei deputati, in questo caso le obiezioni di incostituzionalità a fronte della sentenza della Corte laddove parla di premio ragionevole sarebbero sensate.

Cui prodest questa legge? A Forza Italia e PD sicuramente che sperano di andare al ballottaggio e giocarsi la leadership del paese al secondo turno, ma conviene anche a Grillo, perché avrebbe almeno la possibilità di puntare al ballottaggio e conquistare il suo famoso 51% e male che andasse ritornare al comodo ruolo di opposizione senza se e senza ma. 

A chi va di traverso invece? C’e’ da dire che con questo modello la forza politica più penalizzata sarebbe la Lega, che col modello spagnolo avrebbe almeno avuto a possibilità di eleggere qualche deputato nelle sue roccaforti, mentre con la soglia del 5% sarebbe fuori da ogni gioco. La stessa formazione di Alfano, il NCD, ha giusto qualche vaga possibilità di superare la soglia, e il collegio nazionale e’ giusto un contentino per mascherare il fallimento. Stesso dicasi per Sel e Scelta Civica che a meno di non unirsi con altri partitini in improbabili liste vedono come un miraggio la soglia del 5%, benche’ possano ovviamente provare a presentarsi in un listone unico col PD o  con FI.

Si può’ migliorare questo testo? Senza voler correre dietro a ipotesi di maggioritario cui mancano numeri in parlamento e volontà politica da parte di due dei maggiori partiti, si potrebbero eliminare le soglie di sbarramento, inutili complicazioni, e tornare al modello spagnolo puro, con collegi piccoli, che darebbero a forze forti localmente almeno la possibilità di entrare in parlamento per esercitare un diritto di tribuna. Cosi’ come l’introduzione delle preferenze che andrebbe incontro alla sentenza della Corte e alla volontà popolare senza ovviamente modificare i rapporti di forza tra i partiti.Infine evitare le candidature multiple in più collegi  e magari alzare la soglia al di sotto della quale far scattare il ballottaggio al 40%.

Pur non essendo il massimo e’ dunque una legge che come dicevo prima a mio avviso migliora il porcellum, introducendo alcuni correttivi, ed e’ probabilmente il massimo ottenibile in un parlamento in cui la terza forza parlamentare rifiuta di dialogare con le altre due.

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Pubblicato il 21 gennaio 2014, in Politica con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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