Shantaram


Più riguardo a Shantaram Quando poco oltre pagina 700 il protagonista scopre che boss mafioso che lui inspiegabilmente adora come un padre e’ effettivamente uno spietato boss mafioso che non esita a utilizzare le persone per i suoi scopi e farle ammazzare quando la loro utilità viene meno, il suo personaggio, cioè un eroinomane evaso da un carcere di sicurezza australiano finito a fare il crocerossino in uno slum indiano, per poi farsi un giro nelle patrie galere indù, indi ricicciatosi come spallone di valuta pregiata e capo di falsari per poi finire a combattere accanto ai mujhaiddin nei primi anni della guerra russo-afgana, si schianta definitivamente agli occhi del lettore smaliziato, che già mal sopportava il fatto che gli unici crudeli e malvagi, in tutto questo bailamme di trafficanti europei di ogni genere e risma, mafiosi indiani con ambizioni filosofiche , efferati killer islamici pero’ molto simpatici, prostitute di alto bordo più o meno algide e varia umanità che si arrabatta per le vie di Mumbay, fossero le guardie carcerarie.
Povero lettore al quale va detto per inciso non viene risparmiato ne’ un innamoramento semi-platonico a prima vista ne’ lo sguardo da Candide nei confronti degli abitanti dello slum, sempre solidali ottimisti e giusti, ne’ l’ingenuità del protagonista che scopre solo dopo 200 pagine e solo grazie alla soffiata dell’ennesimo amico traffichino deus-ex-machina il tizio che l’ha fatto sbattere in galera, cosa chiarissima al lettore dopo 10 righe dall’episodio della cattura.

Il tutto dovrebbe costituire un’epica di Mumbay che francamente e’ messa insieme con lo sputo: in pratica sarebbe l’equivalente di una operazione volta a costruire un’epica di Palermo parlando dell’amore fraterno tra due killer di mafia.

Insomma un polpettone melenso che a parte qualche scena di azione ci riserva giusto pretenziose discussioni filosofiche fra criminali e dialoghi e situazioni al limite del non-sense adolescenziale.

Il che spiega probabilmente il successo del libro.

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Pubblicato il 20 gennaio 2014, in Politica con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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