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Continuiamo cosi’, facciamoci del male


Antonino Caponnetto

Antonino Caponnetto

In principio fu la Rete, saldatura di alcuni interessanti laboratori politici, dei movimenti Antimafia e della societa’ civile che guardava con favore l’azione dei magistrati di Mani Pulite. Si aggregano attorno ad essa qualche buon politico, ex-magistrati di punta, giornalisti, qualche nome “pesante” dei movimenti Antimafia. E’ un classico movimento di opinione, che nel 93 porta al ballottagio suoi esponenti a Torino, Milano, Palermo. Qui pero’, a causa anche di un certo radicalismo che spaventa la borghesia italiana, viene sconfitto e perde l’occasione per strutturarsi e aprirsi ad altri temi sociali. Il personalismo dei suoi leader fa il resto e finisce sempre piu’ ai margini della politica fino a sciogliersi mestamente nei Democratici.

Poi fu il momento del Tonino nazionale, con l’IdV, nel 2001. Nato contro un centrosinistra troppo morbido nei confronti di Berlusconi aggrega illustri sconfitti come Occhetto e coerentemente facilita la vittoria della CDL alle elezioni politiche del 2001Perlatro il suo unico eletto nel 2001 fa immediatamente il salto della quaglia e passa a Forza Italia. Classico movimento personalistico, con una pessima gestione del personale politico, con nulla democrazia interna e una gestione patrimoniale non proprio limpidissima, riesce a far eleggere un altro voltagabbana nel 2006 e a mettere in immediata sofferenza il governo Prodi, miracolosamente vincitore delle elezioni del 2006. Se non altro pero’ si raccoglie intorno a un simbolo reale di mani pulite, quell’Antonio DiPietro che, ottimo come magistrato, come politico mostra tutti i suoi limiti.

Poi nel 2002 al grido “Con questi dirigenti non potremo mai vincere” nasce il Girotondismo. Nanni Moretti sferza duramente la dirigenza di DS e Margherita, comitati civici si mobilitano contro l’attacco alla giustizia portato dal B. E’ una fiammata che dura un paio di anni e poi si spegne lentamente nel momento in cui si tratta effettivamente di sporcarsi le mani per cambiare quella classe dirigente che peraltro nel 2005 conduce il centrosinistra a una trionfale vittoria alle elezioni regionali. Resta la salutare scudisciata al centrosinistra e poco altro, giusto qualche eletto alla Camera e all’Europarlamento.

Veniamo ad oggi, a Grillo e ai grillini. Qui ogni analisi politica salta del tutto. Siamo al populismo puro, cieco, contro tutto e contro tutti. Il B., Topo Gigio, il Papa, Il presidente della Repubblica. In un escalation irrefrenabile, il Grillo, sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione molto meglio del B., che da questo punto di vista e’ destinato a diventare un pezzo di antiquariato perche’ di Internet non ne capisce, e ovviamente meglio (ma non tanto) del centrosinistra, lancia una campagna demagogica in cui frulla tutto in un minestrone indigeribile. A conti fatti le differenza tra Grillo e il B. sono minime, giusto il conto in banca, l’accusa di omicidio colposo e i problemi di salute. Per il resto i due sono molto simili, appellandosi al popolo contro il sistema politico, la Casta che va tanto di moda oggi, spesso con battute da trivio. ma del resto si sa che il B. in giovinezza fu cabarettista.

La manifestazione di ieri e’ stata la Summa dell grillismo. Sparacchiando a palle incatenate ad alzo zero contro tutto e contro tutti, e’ riuscito nel mirabile risultato di far scendere dal palco gente come Furio Colombo e Giovanni Bachelet, che certo non son mai stati teneri con il B. e a costringere il buon Tonino a una improvvisata conferenza stampa per dissociarsi dalle invettive del comico a meta’ dell’orbe terracqueo.

Insomma un disastro che rafforza il B. e da’ una boccata di ossigeno a Veltroni che ha evitato di farsi invischiare in questa caporetto mediatica e una eccezionale prova di miopia politica.

Ora, che il centrosinistra e la sua dirigenza abbiano commesso una serie madornale di errori e’ chiaro a tutti e indubitabile, eppero’ bisognerebbe pur prendere atto che

1) il B. non e’ mai stato battuto sui suoi temi giudiziari. La sconfitta l’ha conosciuta sui temi economici e sociali. Art.18 e dintorni per essere chiari

2) Per fare opposizione al B., che comunque interpreta un blocco economico e sociale, occorrono quante piu’ persone possibile. Senza ritornare al caravanserraglio dell’Unione ci si dovrebbe chiedere dove si va con gente per la quale Furio Colombo e Antonio DiPietro son troppo teneri contro il B.

Quando ce ne renderemo conto, non sara’ mai troppo tardi.

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Pubblicato il 9 luglio 2008, in Politica, società con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Serve un leader serio all’opposizione, una persona che possa ribaltare il vantaggio mediatico ed economico di Berlusconi. Oppure aspettiamo che Silvio passi a miglior vita. Magari i miei figli avranno un governo degno di questa nazione.

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