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Piccolo promemoria per il voto a Milano


La tornata elettorale di Milano si dimostra ancora una volta agli antipodi rispetto a quella napoletana. Al primo turno infatti avevamo visto come a Milano l’indice di fedelta’ degli elettori di partito ai loro candidati fosse stato altissimo mentre Napoli e’ apparsa come la capitale del voto disgiunto.

Similmente se per l’affluenza a Napoli abbiamo avuta una distribuzione quasi isterica con più di 10 punti percentuali di differenza tra la zona dove si e’ votato di più e quella dove si e’ votato di meno, a Milano l’affluenza e’ abbastanza uniforme in tutte le Zone.

Nella città meneghina le zone con maggior affluenza – Zona 7, 8 e 9 -sono anche quelle con maggior peso elettorale, e viceversa quelle con minor peso -Zona 1,2 e 5 – sono anche quelle con minore affluenza.

Pisapia ha un massimo in Zona 9 e un altro in Zona 3 dove si registra il picco di affluenza ma che non e’ un peso massimo.

La Moratti viceversa ha un picco in zona 7, e altri due in Zona 1 e 2, che pero’ son quelle con minore affluenza e minore peso.

Ergo l’andamento dell’affluenza in Zona 7 e 9, unitamente a quello in zona 1,2 e 3 potrà darci un’indicazione sul risultato  finale.

Analisi statistica dei flussi elettorali nelle elezioni comunali a Milano


L’esame dei flussi elettorali a Milano, sviluppata con la metodologia Goodman considerando tutte le sezioni elettorali tranne quelle ospedaliere, disegna una situazione speculare a quella napoletana.

Se infatti nella città partenopea era stato il voto disgiunto a farla da padrone, portando al ballottaggio inaspettatamente proprio il candidato che ne ha usufruito in maggior misura, a Milano i due candidati giunti al ballottaggio, Pisapia e Moratti, hanno un indice di fedeltà altissimo da parte delle coalizioni che li sostengono. Addirittura per Pisapia ci si attesta oltre il 98% per tutte le sue liste, tranne IDV, che offre un minimo di voto disgiunto a Calise.

Il candidato del centrosinistra poi pesca a piene mani nell’elettorato che ha votato per il solo sindaco, raccogliendo il 50% dei consensi di questa fascia di cittadini, e gode di un discreto voto disgiunto, oltre il 15%,  a suo favore da parte dei militanti grillini. Molto scarso invece appare il suo appeal dalle parti del Terzo Polo.

Anche la Moratti ha un indice molto buono di fedeltà da parte delle sue liste e inoltre spizzica voti un po’ ovunque tra i candidati minori, incluso dal Movimento 5 Stelle. Sicuramente il suo gradimento presso gli elettori del Terzo Polo pare migliore di quello riscosso dal suo avversario. Anche tra i cittadini che indicano il solo sindaco ha un risultato apprezzabile,  con il 33%, anche se lontano dalle performance di Pisapia. Unica nota dolente, una piccola quota di elettori leghisti che le preferiscono Palmeri e Calise.

La distribuzione di voto ai candidati sindaco