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Sala Macchine
All’insegna di un modello partecipativo stiamo costruendo passo passo la nostra rete. Partendo da Piombini e Lingottini, certamente, ma anche dalle tante disponibilità che ci stanno giungendo in queste ore. La mappa si va componendo molto velocemente. Moltissimi di coloro che ci scrivono sembravano non vedere l’ora che emergesse la terza via. Vi prego perciò di inviare una email a piombinidemocratici@gmail.com e indicarci il vostro nome, i vostri recapiti (telefono e posta elettronica) e la vostra disponibilità. Nelle prossime ore sarete contattati e coinvolti, perché noi lavoriamo così. Per quanto riguarda l’adesione al Pd, vi ricordo che è necessario tesserarsi entro il 21 luglio, se si vuole partecipare al Congresso. Il mio consiglio è di farlo presso il proprio circolo territoriale, come già avevamo consigliato di fare al Lingotto. Più siamo, meglio è, perché crediamo molto nell’aumento di capitale umano e politico che ciascuno di voi può portare al nuovo Pd. P.S.: parafrasando una vecchia barzelletta, che raccontò un giorno Moni Ovadia, è il caso di ricordare che per vincere la lotteria il biglietto bisogna comprarlo.
Una domanda
A me Adinolfi e’ sempre stato sulle scatole, ma la sua domanda oltre che legittima, e’ pure doverosa.
Luca Sofri poi, parlando della candidatura di Civati, gli risponde pure evocando addirittura la “bella morte”, neanche fosse lui un repubblichino di Salo’ e Bersani il comandante Diavolo.
Se volessi perdermi in dietrologie direi che i piombini o quarantenni o chi per loro sono coscienti della loro fondamentale irrilevanza in termini di tessere/territorio e quindi manco ci provano ad abbozzare una strategia per non rimanere irrilevanti.
Da un certo punto di vista la postazione del blog e’ comoda, ti permette di diffondere le tue idee senza misurarsi con la realtà. Pero’ senza una misura mica ci si rende contro di quali siano effettivamente i propri limiti. Che pure vi sono (basta leggere un Francesco Costa che vagheggiava un Ivan Scalfarotto sesto nelle preferenze al NO e che e’ invece precipitato al decimo) , ma coi quali, forse, non si vuole fare i conti. Pensare di prendere il controllo di un partito senza rischiare, senza commettere errori o subire sconfitte (anche cocenti a volte) e’ una idea ingenua della politica. Si parla tanto dell’eterno dualismo Veltroni/D’Alema, ma come qualcuno faceva giustamente notare a quarantacinque anni D’Alema faceva le scarpe all’ultimo segretario del PCI, mentre Veltroni a quarantuno anni faceva il vice-presidente del Consiglio. Insomma ne parliamo perché, a differenza di altri, Veltroni e D’Alema all’età dei piombini qualcosina avevano già combinato.
D’altro canto, se tu non partecipi, non esisti. Scalfarotto ha una qualche visibilità e peso, proprio perché ha raccolto lo 0,6% alle primarie. Non l’avesse fatto, sarebbe rimasto un perfetto sconosciuto, e neanche otterrebbe che all’incontro da lui organizzato al Lingotto si precipitino (non invitati) due aspiranti segretari.
Ovvio che poi, se decidi di non metterti in proprio, non rimane che o la cooptazione, o il vai avanti tu che a me vien da ridere.
Insomma a me pare che ai piombini/quarantenni/carovanieri finiscano per mancare proprio le cose che rinfacciano come assenti nei loro piani ai “vecchi”: la strategia, il coraggio e la coerenza.
Sicuramente e’ ingeneroso chiedere a chi ha già dato di farsi massacrare ancora, pero’ forse sarebbe il caso di chiarire a tutti, e in primis a se stessi, cosa si vuole fare da grandi, e magari attrezzarsi per il viaggio, che ripeto non sara’ ne’ breve ne’ facile, ma da qualche parte bisognera’ pur cominciare.
Insomma saremo/saranno “quelli che nessuno stava aspettando”, ma forse sarebbe il caso di mettere un piede tra gli stipiti, onde evitare che ci si sbatta la porta in faccia per l’ennesima volta. Altrimenti c’e’ chi di blog ci campa egregiamente
