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L’importanza dei disegnini


Come temevo Tremonti non ha capito bene la letterina, strettamente confidenziale, della BCE.

Urge un disegnatore, ma di quelli bravi eh, che gli spieghi il tutto.

PS Per essere un genio, e’ un genio eh. Non e’ da tutti non dire una parola una sui tagli alla politica e al contempo prospettare l’abolizione dell’Art.18

PPSS l’indegna gazzarra tra le varie sette pidielline di diversa ordinanza, i rigurgiti bossiani e le intemerate di Sacconi, l’ultimo maitre a panzer del gobierno BIV, rendono chiaramente eidente che questi manco hanno capito che sta succedendo. Cioe’ sperano ancora di uscire vivi da questa faccenda, mentre l’unica speranza che hanno e’ fuggirsene alla chetichella il piu’ lontano possibile, con i magri resti del ventennale bottino.

PPPSSS La situazione e’ di m…a, ci attendono lacrime e sangue e l’unica proposta ragionevole e’ rimuovere il B. in primis e sostituirlo con qualcuno che capisca di numeri e non abbia fastidiose pendenze giudiziarie IMHO. Ogni ipotesi di collaborazione con un governo di scemi e’ impensabile, pare che l’abbia capito anche Casini, per il voto sfortunatamente ci vuole troppo tempo e potremmo arrivarci senza un paese per cui votare.

 

 

La cosa più ridicola


La cosa più ridicola in questo dibattito sull’alleanza del PD con il Terzo Polo e’ che in tutta evidenza non si farà. E non si farà perché non conviene a Fini e Casini. I 4 lettori di questo blog sanno gia’ che l’UDC alleata con il centrosinistra perde voti, e non ci vuole un fine analista dati per immaginare che succederebbe lo stesso per Fli. Del resto anche i sondaggi, più o meno farlocchi, mostrano la stessa tendenza, il Terzo Polo quando si allea con il centrosinistra perde voti.

Il punto e’ che Fini e Casini giocano una partita di successione a Berlusconi, non di alternativa al Premier. Che invece e’ lo scopo – dovrebbe esserlo – per il centrosinistra.

E’ ovvio che, avendo il medesimo obiettivo, Fini, Casini e Bersani possano avere convergenze tattiche, come la mozione di sfiducia, ma certo non strategiche.

Confusamente questo lo comprendono anche dalle parti del PD, tuttavia immaginano un percorso della crisi che non offre nessun  vantaggio a Fini e Casini.

L’alleanza con il Terzo Polo infatti non assicura in caso di elezioni, la vittoria su Berlusconi, espone i due ex-alleati del premier all’accusa di intelligenza coi comunisti e gli fa pure perdere voti.

Peraltro anche il solo annuncio di un CLB (Comitato di Liberazione da Berlusconi, da Tremaglia a Dilberto)  per le elezioni farebbe franare Fli assicurando a Berlusconi il margine necessario per gestire la Camera.

A Fini e Casini conviene piuttosto impedire a Berlusconi di vincere al Senato, per poi contrattare un loro rientro al governo, magari spedendolo al Quirinale, assicurandosi la successione a vantaggio dei loro competitor che sono rimasti nel centro-destra, Formigoni e Tremonti.

Per cui, alla fine, il PD stringera’ un alleanza con IdV e SeL e magari raccoglierà un po’ di partitini vari, tipo verdi e radicali, per raccogliere qualche punticino percentuale in più, ma arriverà all’alleanza esausto e senza convinzione, flagellato da mesi di polemiche sulla sua inconcludenza con un corollario di fallimento sulla tattica centrista bersaniana, essere cioe’ il perno centrale dell’alleanza e non il motore principale, la sua avanguardia, come immaginato da Veltroni.

Il risultato sara’ che tutti gli elettori border line, schifati dagli ammiccamenti a Fini e Casini, estenuati dalle continue ambiguità dei leader democratici, finiranno per votare SeL o astenersi.

Un capolavoro, senza alcun dubbio.