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Fassina e il documento segreto su Veltroni al Lingotto


Il Post riprende un piccolo scoop di Cerasa, ossia il disvelamento di un documento in cui Fassina critica le proposte economiche di Veltroni.

Ora la pietra dello scandalo per me non e’ che il responsabile economia del partito relazioni il segretario, nel merito, sulle proposte economiche del leader della minoranza interna.

Ma lo scandalo e’ che questo documento che discute di fatti e di analisi, sia, nelle intenzioni di chi lo scrive e di chi lo riceve, segreto e riservato.

La cosa più ridicola


La cosa più ridicola in questo dibattito sull’alleanza del PD con il Terzo Polo e’ che in tutta evidenza non si farà. E non si farà perché non conviene a Fini e Casini. I 4 lettori di questo blog sanno gia’ che l’UDC alleata con il centrosinistra perde voti, e non ci vuole un fine analista dati per immaginare che succederebbe lo stesso per Fli. Del resto anche i sondaggi, più o meno farlocchi, mostrano la stessa tendenza, il Terzo Polo quando si allea con il centrosinistra perde voti.

Il punto e’ che Fini e Casini giocano una partita di successione a Berlusconi, non di alternativa al Premier. Che invece e’ lo scopo – dovrebbe esserlo – per il centrosinistra.

E’ ovvio che, avendo il medesimo obiettivo, Fini, Casini e Bersani possano avere convergenze tattiche, come la mozione di sfiducia, ma certo non strategiche.

Confusamente questo lo comprendono anche dalle parti del PD, tuttavia immaginano un percorso della crisi che non offre nessun  vantaggio a Fini e Casini.

L’alleanza con il Terzo Polo infatti non assicura in caso di elezioni, la vittoria su Berlusconi, espone i due ex-alleati del premier all’accusa di intelligenza coi comunisti e gli fa pure perdere voti.

Peraltro anche il solo annuncio di un CLB (Comitato di Liberazione da Berlusconi, da Tremaglia a Dilberto)  per le elezioni farebbe franare Fli assicurando a Berlusconi il margine necessario per gestire la Camera.

A Fini e Casini conviene piuttosto impedire a Berlusconi di vincere al Senato, per poi contrattare un loro rientro al governo, magari spedendolo al Quirinale, assicurandosi la successione a vantaggio dei loro competitor che sono rimasti nel centro-destra, Formigoni e Tremonti.

Per cui, alla fine, il PD stringera’ un alleanza con IdV e SeL e magari raccoglierà un po’ di partitini vari, tipo verdi e radicali, per raccogliere qualche punticino percentuale in più, ma arriverà all’alleanza esausto e senza convinzione, flagellato da mesi di polemiche sulla sua inconcludenza con un corollario di fallimento sulla tattica centrista bersaniana, essere cioe’ il perno centrale dell’alleanza e non il motore principale, la sua avanguardia, come immaginato da Veltroni.

Il risultato sara’ che tutti gli elettori border line, schifati dagli ammiccamenti a Fini e Casini, estenuati dalle continue ambiguità dei leader democratici, finiranno per votare SeL o astenersi.

Un capolavoro, senza alcun dubbio.