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Circa gli sfigati mammoni cui piace la monotonia


Infognato come sono in un nuovo megaprogettone con deadline allucinanti in queste settimane vado su e giu’ dall’America sfidando il jetlag – sta vincendo lui per inciso- e le polemiche sui nostri ciarlieri ministri in merito a giovani e posto fisso mi arrivano attenuate e le seguo rassegnato con quel filo di angoscia di chi sa che sara’ tra i primi della lista quando, con sommo giubilo delle nostre aziende decotte, si potrà  licenziare a piacimento e  quindi risolvere il problema del costo del lavoro licenziando i 40/50enni esperti con stipendi “pesanti” e rimpiazzarli con neolaureati che guadagnano la meta’ o anche meno.
Tuttavia, da laureato in fisica 25enne che si e’ traferito con tutta la famiglia a 800km dalla casa natale e quindi prototipo del giovane ideale dei nostri ministri,  mi sento di dire alcune cosine.
La prima e’ che il posto fisso non e’ monotono.
Lavoro da oltre 10 anni nella mia attuale azienda e ho ricoperto diversi ruoli in diverse aree. Alcuni noiosi, altri eccitanti
La seconda e’ che in questo paese la mobilita’ – se non altro geografica – esiste visto che nell’ultimo anno 60mila laureati si sono mossi dal sud al nord, e anzi un governo serio dovrebbe pensare a fermare questa emorraggia che devasta il meridione e magari anche invertirla.
La terza e’ che la flessibilita’ e’ un ottima cosa – i salti di stipendio si fanno passando da una azienda all’altra – se e’ fatta in maniera volontaria e se si hanno le spalle coperte, altrimenti e’ pura angoscia, specie se si ha una famiglia da mantenere.
Il problema credo sia semplicemente questo. I nostri ministri parlano in base alle loro esperienze, che sono, in linea di massima, quella della buona borghesia settentrionale. Per la quale in tutta evidenza chi rimane in casa a 35 anni e’ effettivamente un bamboccione, visto che nella loro esperienza i genitori hanno almeno una casetta dove spedire il giovincello, chi si laurea a 28 anni o oltre e’ uno sfigato, visto che evidentemente non ha “conoscenze” nelle alte sfere universitarie, e che fare sempre il medesimo lavoro e’ monotono, visto che loro, nella loro vita hanno cambiato, se non mestiere, almeno posizione svariate volte, magari dedicandosi anche a quello che loro piaceva, che tanto, worst case, c’erano mamma’ e papa’ che pagavano a pie’ di lista.
Insomma siamo passati da un governo di nullafacenti raccomandati, a un governo di gente che vive per lavorare.
Peccato che la gran parte della popolazione italiana lavora per vivere, perche’ giustamente il loro massimo desiderio e’ quello di arrivare a fine mese senza preoccupazione, non essendo animati dal sacro fuoco dell’ambizione, ma solo dalla ricerca di una vita tranquilla in famiglia e magari uscire la sera con gli amici.
Ora io non so se il mito del posto fisso stia scomparendo sacrificato sull’altare delle convenienze economiche delle aziende, e francamente non me lo auguro, tuttavia credo che se i nostri ministri non si convertiranno da tecnici a politici tentando di capire quelli che lavorano per vivere e magari iniziando a parlare nel loro linguaggio non riusciranno certo ad essere piu’ simpatici e soprattutto faranno una fatica maledetta a farsi comprendere, loro e le loro “riforme”
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Pubblicato il 8 febbraio 2012, in società con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Io ti voglio bene. Sappilo.

  2. le dichiarazioni del governo hanno veramente suscitato una marea di reazioni.
    quando ho scoperto delle tue avventure professionali ero particolarmente curioso di leggere i tuoi commenti in merito.
    non posso, di per sé, darti torto.
    tuttavia, per giungere rapidamente al punto sperando così di evitare tutte le altre obiezioni cui incorrerei nel percorso, per citare le tue parole “la flessibilita’ e’ un ottima cosa se e’ fatta in maniera volontaria”: date tutte le eccezioni cui scrivi (e su cui concordo), secondo me il fine di queste dichiarazioni è solo quello di far sorgere questa volontà di essere flessibili e cambiare, per chi se la può permettere.
    volontà o disponibilità che secondo me in Italia manca….

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