Annunci

Al fin della licenza io tocco


Poemetto napolista in due vittorie e un pareggio

Per questo poemetto saran le mie rime: “aggio”, “ezzi” e “vani”
Incominciam con le tre reti rifilateci dai romeni
A Bucarest sembrava ai napolisti d’esser vani
a tifar: questi ci spezzano il capo oltre che le reni.
Eppur ci fu Vitale e Hamsik, e infin matador Cavani
e al minuto 98 a urlar fummo e di gioa ripieni.
A Cagliari, in terra sarda maledetta, poi ci spostammo
che la vittoria da anni non cedeva ai nostri vezzi
fino all’ultimo con la squadra pero’ pugnammo
e in finir della tenzon, halas! che piacer, con Lavezzi
colpimmo e immantinente esultammo e sbeffegiammo
di Cellino il volto e dei sui pedatori gli scarsi mezzi.
Col Palermo parimenti erano anni che senz’aggio
di vittorie eravamo, e di cannoli e sberleffi pieni
che i siculi credono d’aver su di noi vantaggio
in storia e civilta’, e perfin di calciatori alieni
nostalgia non hanno, e con quale coraggio!
di Miccoli e Pastore infatti son di orgoglio ripieni
ma a nulla valse, che noi infin mostrammo loro Maggio.

Annunci

Pubblicato il 9 dicembre 2010, in Calcio, Cose mie con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: