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Il tag-cloud dei siti di Bersani, Franceschini e Marino
Gironzolando per la rete ho scoperto Tagul, un sito che che costruisce i tag-cloud degli altri siti. L’occasione per testarlo sui tre siti dei candidati segretario del PD era troppo ghiotta e non me la sono lasciata sfuggire
Cominciamo con il sito di Bersani

Non c’e’ che dire: e’ il sito del Segretario del Partito Democratico. Incidentalmente da questo sito pare che Bersani sia gia’ stato eletto in un ruolo che deve ancora conquistare e dove si discute di welfare, legalita’, bipolarismo…
Se invece esaminiamo il tag-cloud di Franceschini troviamo notevoli differenze

Innazitutto vale una comunicazione piu’ informale. Dario e’ la parola piu’ pronunciata mentre quasi scompaiono le parole partito e segretario. Molti riferimenti geografici, all’agenda, alla campagna, agli appuntamenti. Insoma il sito di un candidato segretario che sta scarpinando per l’Italia per farsi (ri)eleggere.
Infine il tag cloud di Marino

Nel sito di Marino, si parla di Ignazio soprattutto, ma subito dopo di Italia e di cambiamento. Insomma una sorta di attesa fideistica da chi trova nel senatore un approdo nuovo, proiettato verso il futuro.
Ignazio Marino a Peschiera Borromeo
Oggi alle 11 c’era in programma un intervento di Marino a Peschiera Borromeo alla festa di una associazione/lista chiamata Base Democratica formata da militanti piddini, in disaccordo con la politica della passata amministrazione piddina di Peschiera. Questa situazione un po’ ambigua ha prodotto uno strano scenario in cui si fronteggiavano ai due capi della piazza, la sezione piddina con tanto di bandiere e militanti, e la festa dell’associazione con altrettante bandiere e striscioni pro Marino da Sesto San Giovanni e Cologno. Sicuramente questa ambiguita’ ha allontanato un po’ di militanti piddini per evitare ulteriori polemiche. Comunque ad aspettare Marino sotto il sole, giunto con un’ora di ritardo!, c’erano un centinaio di persone che han resistito sotto il sole. Marino ha parlato per circa mezz’ora, in maniera sciolta, toccando tutti i temi principali della sua candidatura dal partito che deve parlare con una voce sola, all’immigrazione, alla ricerca, al contratto unico, concludendo infine sui temi etici. I maggiori applausi li ha raccolti quando ha parlato della necessita’ di unita’ e di compattezza del partito, i piu’ freddi paradossalmente sui temi che, secondo la vulgata corrente, piu’ gli dovrebbero appartenere: laicita’ e testamento biologico.
La mia impressione e’ che Marino non sia un trascinatore di folle, ma che il suo discorso sia piu’ simile ad uno speech, molto ragionato, che lui tuttavia sa interpretare benissimo, tant’e’ che ci si aspetterebbe quasi di vedere delle slides scorrere sullo schermo dietro di lui. Comunque di sicuro si trova a suo agio in mezzo alle gente e ha gia’ movenze da politico di professione. Alla fine non c’e’ stato dibattito, ma giusto il tempo per una veloce stretta di mani.
Tornando verso casa e commentando con mia moglie il suo intervento (era la prima volta che lei lo ascoltava) mi ha confermato che le era piaciuto, perche’ ha parlato chiaro, e chi parla chiaro ha idee chiare e in quelle idee ci crede.
Il che non e’ poco nell’Italia attuale

