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Puo’ una teoria confutare un esperimento?


Qualche giorno fa Robert Cohen e Sheldon Glashow, non proprio gli ultimi arrivati, hanno pubblicato un articolo sulla questione dei neutrini supeluminali. In pratica hanno ipotizzato che, se i neutrini vanno piu’ veloci della luce, ci sarebbe una sorta di effetto Cherenkov anche per loro e che quindi dovrebbero perdere parte della loro energia quando arrivano al Gran Sasso partendo dal Cern. Poiche’ questo fenomeno non e’ osservato significa che non stanno andando piu’ veloci della luce.

Da un certo punto di vista non e’ una riflessione particolarmente originale, i due si muovono entro le ben conosciute tecniche e problematiche della Relativita’ e quindi tanto valeva, come acutamente commentano a pie’ dell’articolo riportato, ripubblicare l’articolo di Einstein del 1905.

Comunque anche la questione epistemologica si fa interessante a questo punto. Una teoria puo’ confutare i risultati di un esperimento? Lakatos probabilmente ci avrebbe sguazzato alla grande, cosi’ come Kuhn. Certo la questione e’ ancora agli inizi, mancano risultati che confermino il risultato di OPERA (o lo smentiscano), manca anche una teoria che possa minimamente interpretare il fenomeno, pero’ i pezzi grossi si stanno muovendo e qualora ci fosse qualche altra conferma ci sara’ da divertirsi un bel po’.

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Loophole Gelmini


Tolta la faccenda del tunnel più lungo del mondo, la cosa piu’ divertente del famigerato comunicato della Marystar nazionale e’,  tutto sommato, il tono stentoreo di chi si arroga un risultato epocale, dando per scontato l’effettivo superamento della velocità della luce.

Ora io non so chi abbia consigliato lo sventurato ministro, ma ho una teoria.

Supponiamo che il risultato di  Opera sia, nel giro di pochi anni, effettivamente confermato da altri esperimenti. Una nuova branca della fisica – la fisica superluminare – si apra e che tra trent’anni avremo delle macchine del tempo.

Supponiamo anche che la Gelmini in realta’ non abbia scritto nessun comunicato, perche’ in altre faccende affaccendata, tipo bastonare precari e togliere insegnanti di sostegno ai disabili. Tempo pochi mesi la tizia viene defenestrata e si da’ alle trasmissioni di intrattenimento di terz’ordine, come la Pivetti.

Ma dopo qualche anno, vista l’importanza della scoperta, comincia a rodersi il fegato. Ma come? Sei ministro mentre questi fanno la piu’ importante scoperta del secolo e tu non hai scritto niente? Dopo trent’anni, nel 2041, pero’ le macchine del tempo sono di dominio pubblico e lei che fa? Scrive un bigliettino alla Gelmini del 2011 e le dice: “Stupida, puoi passare alla storia, ma ti sei resa conto della scoperta? E non dici niente? Fai subito un comunicato cosi’ e cosa'”

La povera Gelmini del 2011, che gia’ non e’ un genio della scienza, in preda all’emozione combina il patatrac e scrive quel delirante comunicato.  Seguono quindi trent’anni di sbertucciamenti planetari. E allora cosa fa la Gelmini del 2041? Scrive alla Gelmini del 2011 di non dire niente per carita’, taccia!, che fa’ piu’ bella figura. E la Gelmini del 2011 si adegua.

Solo che a sto punto si apre una nuova linea temporale in cui la Gelmini del 2011 non dice niente, mentre quella del 2041 le scrive di nuovo di cacciare un comunicato purchessia. E cosi’ all’infinito.

Un bel paradosso, nevvero? Ma mai quanto quello di vedere la Marystar Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca in questa povera Italia del 2011.

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