Categoria: Cose mie
Swimming in the pool
Ricordati che devi morire!
Fottiti in tutte le lingue del mondo
Da circa un annetto a Gorgonzola c’e’ la “Casa dell’Acqua”. Distribuisce acqua depurata e acqua frizzante. All’inizio la cosa non era tanto conosciuta ma adesso, complice la crisi e il fatto che la distribuzione d’acqua e’ gratis, a differenza che nei paesi limitrofi, non e’ infrequente ritrovarsi in una discreta fila. Cosi’ pure questo pomeriggio. Armato di santa pazienza mi metto in coda dietro due cingalesi che chiacchierano nella loro lingua.
Ora tralasciamo la signore che si presenta con dodici bottiglie da riempire quando c’e’ un limite di sei (ah questi milanesi cosi’ ligi alle regole) tralasciamo pure il pensionato che, approfittando della chiacchiera incessante dei cingalesi, salta la coda neanche fosse un napoletano da macchietta, fatto sta che arriva il nostro turno, mio e dei cingalesi perche’ per fortuna di erogatori ce ne sono due . E insomma mentre io riempio le mie bottiglie in silenzio il cingalese continua a parlare ininterrottamente, prima all’amico, poi al telefonino, poi ancora all’amico, ma sempre riempiendo le sue sei bottiglie. Solo che evidentemente per i pensionati in coda dietro di noi non lo fa abbastanza celermente.
Sbuffano, si scambiano occhiate e poi uno commenta: “questi non hanno ancora capito che in Italia si deve parlare in italiano”.
Beh in quel momento m’e’ venuta voglia di mandarli a quel paese in inglese, francese, tedesco, cinese e finanche in russo. E qualora non l’avessero capito anche in italiano.
La persistenza del Che
Un paio di settimane fa siamo andati all’ipermercato a comprare quaderni e penne per l’inizio dell’anno scolastico. Il maggiore ha scelto un quaderno con la copertina del Che. Al momento di pagare la cassiera gli ha chiesto sorridendo “Ma tu sai chi e’ questo qui?” “No” “Allora chiedilo a papa’”
L’avevo classificato come episodio curioso, ma a quanto pare non sono l’unico cui son state richieste spiegazioni questo settembre.
La storia che ti passa accanto
Di Antonio Ereditato ho un ricordo curioso. Era il 1992 e io cominciavo a pensare alla tesi – particelle elementari, oscillazioni di neutrino – e Ereditato era da poco giunto nel gruppo che lavorava sulle particelle elementari, nella sezione INFN. Io mi ero gia’ indirizzato all’esperimento che la sezione aveva al Gran Sasso, Macro, mentre lui gravitava intorno al gruppo che lavorava al CERN. Insomma ci eravamo incrociati qualche volta, buongiorno/buonasera ma nulla piu’. Io l’avevo classificato sotto la voce “giovani rampanti”, era quasi l’unico che girava in giacca e cravatta in un ambiente molto informale come puo’ essere quello di un Dipartimento di Fisica e insomma era uno che stava li’, come tanti altri.
All’epoca il Dipartimento di Fisica a Napoli si trovava alla Mostra d’Oltremare, vicino ad Edenlandia e di fronte allo Zoo. Location quanto meno adatta visto che lo frequentavano alcuni elementi che non avrebbero sfigurato da nessuna delle due parti. Per giungere ai padiglioni degli sperimentali poi si doveva passare sotto un bosco di pini marittimi e in primavera c’era il rischio di prendersi qualche pigna in testa, letteralmente, pero’ c’era il profumo di resina, e gli aghi di pino e insomma era quanto piu’ simile avessimo a un campus americano. Un posto tranquillo, con un certo fascino decadente, perche’ le strutture erano quelle che erano.
Insomma c’erano state le elezioni del 92, quelle in cui per la prima volta si presento’ il PDS. Io all’epoca gia’ mi occupavo di politica, la cosa si sapeva e cosi’ quando quel giorno Ereditato mi incoccio’ all’inizio del vialetto che portava al padiglione degli sperimentali mi chiese a bruciapelo il risultato del PDS e io gli risposi il 16/17% e lui commento con un “Bene!” visibilmente soddisfatto. L’episodio mi confermo’ nell’idea che avevo su di lui e i nostri rapporti alla fine si esaurirono in questo curioso episodio che chissa’ perche’ mi porto dentro.
Io non so se i risultati di Opera, di cui Ereditato e’ lo spokesman, verranno confermati da altri esperimenti e se veramente porteranno a un superamento della relativita’ einsteiniana. Ho gia’ letto un paio di commenti che valutano opzioni che salverebbero capra e cavoli, e comunque prima di superare la relatività dovremmo avere una teoria pronta per soppiantarla, e non mi pare si sia in queste condizioni, a parte qualche vaga speculazione.
Pero’ insomma l’idea che la storia mi sia passata accanto, l’averla sfiorata senza averla afferrata mi ha messo un po’ di magone e ieri sera a mezzanotte sono andato a scartabellare nelle reliquie dell’università’, ovviamente non trovando ne’ la tesi ne’ il mio unico articolo pubblicato su una rivista scientifica.
Stamattina mi son connesso e sono andato a curiosare nella collaborazione di Opera e vi ho trovato qualche nome che conoscevo, poi alla fine ho trovato l’abstract del mio articolo, e no, purtroppo non ho cofirmato nessun articolo con un futuribile Premio Nobel.
Nel caso mi dovro’ accontentare di un grado 2.
Linkedin Fool’s Day
Copioni
Pare che qualcuno mi abbia fregato il nick, su Virgilio
Una mattinata italiana
E insomma stamattina c’era una partita col Vimodrone alle 9,30 e quindi ci siamo alzati alle 7,30 come i giorni di scuola e siamo usciti sotto un cielo grigio e piovoso.
E poi siamo arrivati alla palestra di Vimodrone imbandierata a festa per l’Unita’ d’Italia e c’era lo speaker che ha presentato tutti giocatori e poi ci siamo alzati in piedi per l’Inno nazionale e ci siamo emozionati.
E poi e’ cominciata la partita e loro correvano come matti e difendevano con il coltello tra i denti, e c’avevano un giocatorino niente male che penetrava la nostra difesa come se niente fosse. E noi da parte nostra difendevamo uno schifo e sbagliavamo l’impossibile e quando non sbagliavamo sembrava che i ferri dei canestri ce l’avessero con noi. E siam finiti pure sotto di undici anche se abbiam chiuso a meno 6.
E poi e’ cominciato il secondo quarto, e abbiam fatto un break di 6 a 0 in 37 secondi, che neanche in NBA. E poi abbiam continuato a sbagliare l’impossibile ma un po’ di meno, e a difendere un po’ di piu’. E loro pian piano si sono spenti.
E insomma abbiam galleggiato per il secondo e terzo tempo facendo l’elastico, a volte sopra noi, a volte loro.
Poi l’ultimo quarto li abbiamo letteralmente schiantati, con noi che correvamo ancora e loro molli sulle gambe. E uno dei nostri ha perfino vomitato a meta’ quarto, tanto si era impegnato
E insomma a 30 secondi dalla fine, a +11 sul Vimodrone ci siam messi tutti a ritmare “Argentia! Argentia!” perché i ragazzi c’avevano messo l’anima anche in una giornata storta.
E poi siamo usciti fuori e fuori c’era un bel sole, che sembrava un miracolo dopo 7 giorni di pioggia.
E la mattina era cosi’ bella che per completarla sulla strada del ritorno ho comprato dei fiori a mia moglie, che era rimasta a casa con l’altro pupo.
E chest’e’. Il sole dopo la pioggia.
Al fin della licenza io tocco
Poemetto napolista in due vittorie e un pareggio
Diventare grandi
La playlist di mio figlio e’ passata in un anno da “Il coccodrillo come fa” e “Le tagliatelle di Nonna Pina” a “Bandiera Bianca” e “Tra palco e realtà”


