Archivi giornalieri: 20 marzo 2011

Ci deve essere rispetto da una parte e dall’altra


L’ineffabile Rosy Mauro, sedicente vicepresidente del Senato della Repubblica Italiana, risponde ai fischi che si e’ beccata in occasione della visita di Napolitano a Milano:”Ridurre tutto alla simbologia non va bene, fa male a tutti. Ci deve essere rispetto da una parte e dall’altra.”

A naso una parte e’ l’Italia, ma l’altra quale sarebbe?

PS Notevole anche il La Russa che evidentemente non deve prendere bene i fischi:”Non vorrei che ci fosse qualcuno che sta organizzando scientificamente sia pur minime, contestazioni in concomitanza di un momento che dovrebbe essere di unità”

Vorrei rassicurare il ministro, oserei dire che i fischi vengono spontanei, appena lo si vede.

 

Una mattinata italiana


E insomma stamattina c’era una partita col Vimodrone alle 9,30 e quindi ci siamo alzati alle 7,30 come i giorni di scuola e siamo usciti sotto un cielo grigio e piovoso.

E poi siamo arrivati alla palestra di Vimodrone imbandierata a festa per l’Unita’ d’Italia e c’era lo speaker che ha presentato tutti giocatori e poi ci siamo alzati in piedi per l’Inno nazionale e ci siamo emozionati.

E poi e’ cominciata la partita e loro correvano come matti e difendevano con il coltello tra i denti, e c’avevano un giocatorino niente male che penetrava la nostra difesa come se niente fosse. E noi da parte nostra difendevamo uno schifo e sbagliavamo l’impossibile e quando non sbagliavamo sembrava che i ferri dei canestri ce l’avessero con noi. E siam finiti pure sotto di undici anche se abbiam chiuso a meno 6.

E poi e’ cominciato il secondo quarto, e abbiam fatto un break di 6 a 0 in 37 secondi, che neanche in NBA. E poi abbiam continuato a sbagliare l’impossibile ma un po’ di meno, e a difendere un po’ di piu’. E loro pian piano si sono spenti.

E insomma abbiam galleggiato per il secondo e terzo tempo facendo l’elastico, a volte sopra noi, a volte loro.

Poi l’ultimo quarto li abbiamo letteralmente schiantati, con noi che correvamo ancora e loro molli sulle gambe. E uno dei nostri ha perfino vomitato a meta’ quarto, tanto si era impegnato

E insomma a 30 secondi dalla fine, a +11 sul Vimodrone ci siam messi tutti a ritmare “Argentia! Argentia!” perché i ragazzi c’avevano messo l’anima anche in una giornata storta.

E poi siamo usciti fuori e fuori c’era un bel sole, che sembrava un miracolo dopo 7 giorni di pioggia.

E la mattina era cosi’ bella che per completarla sulla strada del ritorno ho comprato dei fiori a mia moglie, che era rimasta a casa con l’altro pupo.

E chest’e’. Il sole dopo la pioggia.